Toyota Yaris Cross, il restyling del 2026 affila i tratti del frontale e semplifica l’offerta ibrida
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A distanza di cinque anni dal lancio – un ciclo di vita ormai consolidato per le rivali del segmento B – la Toyota Yaris Cross subisce un intervento chirurgico al volto, senza però intaccare la sostanza meccanica che ne ha decretato il successo. Il restyling, presentato ufficialmente in queste ore, si concentra su un frontale completamente ridisegnato, dove la vecchia griglia lascia il posto a una soluzione sdoppiata: la porzione superiore, caratterizzata da una trama a nido d’ape, viene verniciata in tinta con la carrozzeria, mentre la parte inferiore si assottiglia e si veste di nero per mantenere quel look da SUV che tanto piace agli automobilisti europei. Le modifiche, seppur localizzate, allineano l’estetica della piccola crossover alla sorella maggiore RAV4, introducendo anche fari a LED con luci diurne integrate e una nuova gamma cromatica che include la tinta "Precious Bronze" abbinabile al tetto a contrasto.
Un abitacolo che punta sulla sostenibilità (e sulla tecnologia)
Se fuori le proporzioni restano invariate – si parla sempre di 4,18 metri di lunghezza per facilitare le manovre urbane – dentro l’abitacolo si registrano le novità più interessanti per chi cerca un upgrade qualitativo. Toyota ha deciso di estendere la dotazione di serie, rendendo disponibili su allestimenti intermedi (come il Mid+) elementi prima riservati al top di gamma: sedili anteriori con profilo sportivo e supporto laterale migliorato, illuminazione ambientale e piattaforma per la ricarica wireless degli smartphone. Ma la vera chicca arriva dai materiali, con l’introduzione del rivestimento "Sakura Touch"; si tratta di un similpelle composto per oltre il 40% da PVC di origine vegetale, a cui si aggiungono sughero riciclato e PET rigenerato, una scelta che riduce le emissioni di CO2 legate alla produzione del materiale del 95% rispetto alla pelle tradizionale.
Una sola anima (ma due potenze) per la meccanica
Sul piano dinamico, l’aggiornamento non stravolge la ricetta ma la semplifica. Il costruttore giapponese ha razionalizzato l’offerta eliminando l’accesso al vecchio 1.5 full hybrid da 115 cavalli, che fino a ieri rappresentava l’entry level della gamma. Ora il cuore pulsante è esclusivamente il 1.5 tre cilindri nella configurazione da 130 CV (denominata Hybrid 130), capace di scattare da 0 a 100 km/h in 10,7 secondi e di omologare un consumo medio dichiarato tra i 4,4 e i 4,7 l/100 km. Per chi desidera maggiore tenuta su fondi scivolosi, la trazione integrale AWD-i – affidata a un secondo motore elettrico posteriore – resta disponibile su questa motorizzazione, mentre la versione GR Sport, riconoscibile dal paraurti specifico e dai cerchi da 18 pollici, viene proposta esclusivamente a trazione anteriore con un assetto irrigidito per esaltare la risposta tra le curve.
La sicurezza si fa da parte? Non proprio
Parallelamente ai ritocchi estetici, Toyota aggiorna il pacchetto di assistenza alla guida Toyota Safety Sense, sebbene senza introdurre rivoluzioni epocali rispetto alla versione precedente. Il sistema ora include di serie il cruise control adattivo e il mantenimento attivo della corsia, ma la vera novità per il parcheggio è rappresentata dal freno di assistenza al parcheggio, introdotto a partire dall’allestimento Mid+ per evitare piccoli urti durante le manovre. Il monitoraggio dell’angolo cieco (blind spot monitoring), invece, viene relegato agli allestimenti superiori come l’allestimento High o la GR Sport. Per il resto, il sistema infotainment continua a basarsi sul display centrale da 10,5 pollici con connettività wireless agli smartphone, una scelta che conferma l’approccio conservativo ma efficace del costruttore, il quale punta a consolidare il primato di vendite (oltre 200.000 unità nel solo 2025) senza rischiare colpi di scena.




