Venezia 2025, il rosso carpet tra conferme e sorprese
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La seconda serata della Mostra del Cinema di Venezia, sebbene privata dell’atteso George Clooney, costretto al forfait, ha saputo offrire una varietà di presenze e stili, oscillanti tra l’eccellenza e la sufficienza stentata. Il red carpet, diviso tra le attese per ‘Bugonia’ di Yorgos Lanthimos e ‘Jay Kelly’ di Noah Baumbach, ha vissuto del suo ritmo incostante, fatto di lampi di genio e qualche occasione mancata.
Eleonora Fanelli, madrina del Festival, ha confermato una certa difficoltà nel dominare la scena, mostrando un’espressione tesa nonostante l’elegante abito rosso di Alberta Ferretti by Lorenzo Serafini e le preziose scarpe Roger Vivier. Dopo le implorazioni ai fotografi della sera precedente, il suo passo è parso ancora incerto, come di chi cammini sui carboni ardenti; un look complessivamente gradevole, cui però è mancata quell’‘attitude’ necessaria a trasformare un vestito in una vera dichiarazione di stile.
All’opposto, Emma Stone, protagonista proprio di ‘Bugonia’, ha incarnato una divinità eterea in un abito su misura Louis Vuitton, un multivolume che ha saputo coniugare complessità artigianale e portamento naturale, valendole un largo consenso. Non è mancato, tuttavia, chi ha percepito una certa monotonia nella scelta cromatica, lontana dagli eccessi ma forse anche da un’audacia che ci si aspetterebbe da una star di tale calibro.




