Schlein e la sfida a distanza: il tentativo di oscurare la chiusura di Atreju
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Redazione Interno
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Alcune fonti, come riportato dal Libero Quotidiano, hanno reso noto un piano che Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, avrebbe in mente per cercare di “rovinare” la giornata conclusiva di Atreju, l'evento annuale organizzato da Fratelli d'Italia, la cui edizione 2025 si svolge a Roma, a Castel Sant'Angelo, dal 6 al 14 dicembre. L'iniziativa, il cui Titolo è 'Sei diventata forte - L'Italia a testa alta', rappresenta, al di là dell'aspetto festoso e popolare, un preciso salto di qualità nella strategia politica del partito di governo, orientata a un confronto ibrido e diretto con tutti gli avversari. La segretaria dem, sulle cui possibilità di diventare Premier sono circolate varie indiscrezioni, sembra dunque voler rispondere a tono, orchestrando una manovra di disturbo a distanza, dato che la sua presenza fisica all'evento non è prevista.
Il paradosso delle presenze e delle assenze
Un elemento che fa da sfondo alla possibile mossa di Schlein è il paradosso delle presenze alla kermesse di Fratelli d'Italia. Vi partecipano, infatti, numerosi leader dell'opposizione, tra i quali – per citarne alcuni – Giuseppe Conte, Matteo Renzi, Carlo Calenda e persino Luigi Di Maio, oltre a esponenti di spicco del Partito Democratico come Roberto Gualtieri. Spicca, in questo panorama variegato, l'assenza proprio della segretaria del partito di opposizione principale, assenza che condivide con Maurizio Landini. Una scelta, la sua, che – mentre molti del “Nazareno” accettano il confronto – la isola in una posizione di contrapposizione netta, trasformando la sua non partecipazione in un gesto politico di per sé significativo, che qualcuno potrebbe anche interpretare come una forma di boicottaggio preventivo.
La guerra ibrida e la questione del confronto
La cornice entro cui si inserisce questo tentativo è quella di una guerra ibrida, come definita dalla stessa organizzazione dell'evento, che Fratelli d'Italia conduce contro i suoi avversari. Un episodio emblematico di questa strategia è stato lo “sgambetto” alla Cgil, unito alla ricerca di un “campo largo” di interlocutori, dimostrato proprio dalle molteplici adesioni all'evento. La premier Giorgia Meloni ha di fatto negato il duello diretto con Elly Schlein, utilizzando come puntello la presenza di Giuseppe Conte e sollevando un'obiezione di metodo: la richiesta di chiarire prima chi sia il vero capo dell'opposizione. Questo rinvio, che sposta il confronto su un piano più formale e meno spontaneo, ha creato il terreno per una risposta indiretta, quale potrebbe essere appunto l'azione di cui Schlein è indicata come ideatrice.
Il significato di una manovra a distanza
La manovra attribuita alla segretaria del PD, quindi, si configurerebbe non come un attacco frontale, bensì come un'azione studiata per oscurare o disturbare la chiusura dell'evento rivale da lontano, sfruttando probabilmente i temi e i toni del dibattito pubblico in quel preciso momento. Una strategia che, evitando il palcoscenico offerto dall'avversario, punta a creare una contro-narrativa altrettanto potente, senza però sottoporsi al rischio di un faccia a faccia immediato. Il tutto mentre la festa di Fratelli d'Italia prosegue con il suo programma, che include anche la presenza di figure internazionali come Abu Mazen, e si propone di celebrare un'Italia “a testa alta”, secondo il tema scelto per questa edizione. La politica, in questo caso, si gioca tanto sui gesti plateali quanto sulle assenze calcolate e sulle mosse coordinate fuori dal campo visivo immediato del pubblico.
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