Sciopero del 12 dicembre, l'associazione Piazza Fontana: "Una data che non si può oscurare"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La proclamazione dello sciopero generale per il 12 dicembre da parte della Cgil di Maurizio Landini, oltre a creare una frattura con le altre sigle sindacali e a suscitare le critiche del governo, ha sollevato un'obiezione carica di significato storico, proveniente da un soggetto che, idealmente, potrebbe condividere le ragioni della protesta. L'Associazione Piazza Fontana 12 dicembre 69, infatti, ha fatto sentire la propria voce per ricordare come quella data, nel calendario civile italiano, sia indelebilmente segnata dalla strage del 1969, quando una bomba esplosa nella Banca Nazionale dell'Agricoltura causò diciassette morti e ottantasette feriti, un evento che segnò l'inizio degli anni di piombo. La scelta di indire la mobilitazione in quel giorno, pertanto, rischia di offuscare la memoria di una tragedia nazionale, i cui contorni giudiziari, peraltro, sono rimasti a lungo oggetto di complesse indagini.

Il botta e risposta tra Landini e il governo

Da un lato, il segretario della Cgil ha ribadito con forza le ragioni della protesta, definendo la legge di bilancio come una manovra che “porta il Paese a sbattere” e che, a suo dire, è concepita a vantaggio dei più ricchi. Landini, il quale ha esortato la gente a “rivoltarsi”, ha accusato l'esecutivo di aver ignorato le proposte del sindacato e di perpetuare un sistema fiscale ingiusto, gravando ancora una volta su lavoratori e pensionati, mentre si registrerebbe un'evasione senza precedenti e una carenza di investimenti industriali. “È scandaloso continuare a far pagare chi ha sempre pagato”, ha affermato, lanciando un ultimatum: se non si vuole lo sciopero, si aprano delle trattative.

Le repliche e il peso della memoria

Dall'altro lato, la premier Giorgia Meloni ha replicato con toni sarcastici alle dichiarazioni del leader sindacale, ironizzando sul fatto che “non sia mai che la rivoluzione si faccia di martedì”. Questo scambio, per quanto aspro, rappresenta soltanto l'attuale contrapposizione politica. Ciò che conferisce alla vicenda una dimensione più profonda è l'intervento dell'associazione dei familiari delle vittime, i quali, pur senza mettere in discussione i legittimi interessi dei lavoratori, pongono l'accento sul dovere di non far passare in secondo piano il ricordo di chi perse la vita in un attentato che cambiò la storia del paese.

Una data simbolo tra passato e presente

La coincidenza calendariale, dunque, finisce per intrecciare due piani distinti: la contestazione sociale del presente e la memoria di un lutto collettivo del passato. Mentre il sindacato concentra la sua battaglia sulla critica alla manovra economica, giudicata penalizzante per la maggior parte della popolazione, l'appello dell'Associazione Piazza Fontana serve a rammentare che alcune date possiedono un valore simbolico che trascende le contingenze, costituendo un monito permanente sulla necessità di una giustizia che, in quel caso specifico, ha faticato a trovare un compimento definitivo.

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