Lo sciopero del 12 dicembre divide, l'Associazione Piazza Fontana: "Una data che non si può oscurare"
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Redazione Interno
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La proclamazione dello sciopero generale per il 12 dicembre da parte della Cgil di Maurizio Landini, oltre a creare una frattura con le siglie sindacali concorrenti e a suscitare le repliche ironiche del governo, solleva ora un'obiezione che affonda le sue radici in uno dei capitoli più tragici della storia nazionale. L'Associazione Piazza Fontana 12 dicembre 69, infatti, ha fatto sentire la propria voce per ricordare come quella data, nel calendario civile italiano, sia indelebilmente segnata dalla strage del 1969. Alle 16.37 di quel giorno, un'esplosione all'interno della Banca Nazionale dell'Agricoltura, situata proprio in piazza Fontana a Milano, causò la morte di diciassette persone e il ferimento di altre ottantasette, un evento le cui conseguenze giudiziarie e morali si sono protratte per decenni.
Le posizioni di Landini e la replica del governo
Maurizio Landini, definendo la manovra economica del governo come "pensata per i ricchi" e affermando che "porta il Paese a sbattere" a causa della mancanza di investimenti, ha ribadito con determinazione la linea sullo sciopero. "Se non lo vogliono, allora trattino", ha dichiarato il segretario della Cgil, in un botta e risposta che si è rapidamente intensificato. A margine di un'assemblea nazionale, ha poi aggiunto che "è scandaloso continuare a far pagare chi ha sempre pagato", accusando l'esecutivo di ignorare le proposte del sindacato e di gravare fiscalmente, ancora una volta, su lavoratori e pensionati. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha replicato con tono sarcastico alle sue dichiarazioni, osservando come "non sia mai che la rivoluzione si faccia di martedì".
La memoria storica e il conflitto delle date
Proprio in questo aspro confronto politico e sociale, l'Associazione Piazza Fontana ha inserito il proprio monito, sottolineando come i "legittimi interessi dei lavoratori" non debbano, in alcun modo, oscurare il ricordo della strage. La scelta del 12 dicembre, per quanto legata a dinamiche sindacali contemporanee, finisce inevitabilmente per scontrarsi con un anniversario che è parte della coscienza collettiva, soprattutto in una città come Milano, dove il peso di quella tragedia è ancora tangibile. L'associazione, pur senza entrare nel merito delle rivendicazioni di Landini, pone quindi l'accento sulla necessità di non dimenticare, in un momento in cui la polemica rischia di offuscare la commemorazione delle vittime.
Le accuse di una manovra squilibrata
Le critiche del leader della Cgil si sono concentrate, in particolare, sull'architettura della legge di bilancio, descritta come un testo che non affronta i nodi strutturali dell'economia. Landini ha denunciato, nel corso della presentazione di una piattaforma sulle manutenzioni ferroviarie, un'evasione fiscale "senza precedenti" e l'assenza di investimenti industriali significativi, elementi che, a suo dire, condannano il paese a una stagnazione prolungata. Queste affermazioni, che hanno trovato spazio nell'incontro con varie forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, delineano uno scontro che va ben oltre la data simbolica, toccando il cuore delle politiche economiche e della distribuzione del carico tributario.
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