Newlat Food si prepara ad accogliere i lavoratori Diageo: "Saranno parte della nostra famiglia"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Angelo Mastrolia, presidente del gruppo emiliano Newlat Food, non nasconde l’entusiasmo per l’acquisizione dello stabilimento ex Cinzano di Santa Vittoria d’Alba, già di proprietà della multinazionale Diageo. «Un sito che ci ha impressionati per tecnologia, forza lavoro e storia», ha dichiarato, sottolineando come questa operazione rappresenti «la soluzione migliore» per rispondere alla crescente domanda di spirits e prodotti analcolici. La chiusura dell’affare, attesa a breve, garantirà continuità produttiva e il mantenimento dei 349 posti di lavoro, un esito non scontato dopo l’annuncio della cessazione delle attività da parte di Diageo.

Newlat Food, azienda quotata in borsa con un portafoglio di 30 marchi e una clientela che supera i 30 mila punti vendita, ha costruito il suo successo diversificando la produzione: dalla pasta ai derivati del latte, dal pesce in scatola alle salse di pomodoro, senza trascurare succhi di frutta e bevande. L’ingresso nel settore degli alcolici e dei soft drink segna dunque un ulteriore passo nella strategia di espansione del gruppo, che punta a consolidare la propria presenza in un mercato sempre più competitivo.

L’offerta vincolante presentata da Newlat è stata accolta con favore dalle istituzioni. Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, ha definito la notizia «ottima», ricordando le critiche mosse alla decisione iniziale di Diageo di abbandonare lo stabilimento. Anche il Ministero del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso, ha giocato un ruolo chiave nel facilitare l’intesa, come emerso dal tavolo di confronto nazionale. Non mancano, tuttavia, voci che invitano alla prudenza. Federmanager, attraverso il suo rappresentante D’Alessandro, ha espresso soddisfazione per l’accordo ma ha sottolineato la necessità di chiarire alcuni aspetti, soprattutto in vista del prossimo incontro al Ministero del Lavoro.

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