Raid russi su Kyiv, Kharkiv e Zaporizhzhia: vittime civili e incendi nella capitale ucraina
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Redazione Esteri
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La capitale ucraina è stata nuovamente presa di mira da un attacco missilistico balistico russo nella notte tra sabato 25 e domenica 26 luglio, con le esplosioni che hanno provocato incendi in diversi quartieri e ferito almeno tre persone. Le forze di Mosca hanno lanciato complessivamente sette missili balistici e 136 droni contro il territorio ucraino, in un'offensiva che ha colpito anche le città di Kharkiv, Zaporizhzhia e Chernihiv, causando vittime tra la popolazione civile, tra cui un bambino di 10 anni.
L'attacco a Kyiv e le parole di Zelensky
Secondo quanto riportato dall'Aeronautica ucraina, i sette missili balistici e i numerosi droni sono stati scagliati contro diverse regioni del Paese, con la capitale che ha subito danni significativi. Il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko, ha confermato che nel distretto di Solomianskyi un edificio residenziale di 18 piani è stato colpito, con un incendio sviluppatosi tra il settimo e l'ottavo piano, mentre roghi sono divampati anche nei distretti di Desnianskyi e Shevchenkivskyi, distruggendo un magazzino e diversi veicoli.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che l'attacco notturno rientra in una strategia di terrore balistico, sottolineando come nella sola settimana precedente la Russia abbia impiegato quasi 1.700 droni, oltre 1.630 bombe aeree guidate e 95 missili di vario tipo, più della metà dei quali a traiettoria balistica. Le sue dichiarazioni giungono all'indomani di un avvertimento, lanciato venerdì, riguardo alla possibilità di un massiccio attacco missilistico nelle successive 48 ore, un monito che purtroppo si è rivelato profetico.
Le stragi di Kharkiv e Zaporizhzhia
Oltre alla capitale, le forze russe hanno concentrato i loro attacchi su altre aree urbane, causando una scia di sangue e distruzione. A Kharkiv, un attacco con un drone FPV ha colpito un quartiere residenziale, uccidendo una donna di 40 anni e ferendo altre 12 persone, tra cui i suoi due figli: un bambino di 10 anni, ricoverato in ospedale, e una ragazza di 17 anni, soccorsa sul posto per un forte stato di shock. Il raid ha distrutto un'abitazione e danneggiato oltre dieci case.
A Zaporizhzhia, invece, una bomba planante ha centrato un distributore di carburante, provocando la morte di una persona e il ferimento di altre sei. Un attacco analogo ha colpito anche la città di Chernihiv, nel nord del Paese, dove un drone si è abbattuto su un supermercato, uccidendo due persone, tra cui un bambino di 10 anni, e ferendone altre tre. Zelensky ha commentato l'accaduto definendolo "terrorismo russo deliberato senza giustificazione militare".
La risposta ucraina e la tensione con la Romania
Mentre le squadre di soccorso lavoravano per spegnere gli incendi e soccorrere i feriti, le difese aeree ucraine sono riuscite ad abbattere cinque missili balistici Iskander-M/S-400, un missile Kh-59/69 e 104 droni, limitando il numero di vittime che altrimenti sarebbe stato molto più alto. In un contesto di crescente tensione internazionale, la Romania ha abbattuto un drone nelle sue acque territoriali, il terzo in tre giorni, con accuse implicite a Mosca per la violazione dello spazio aereo della Nato.
Nel frattempo, le forze di Kyiv hanno rivendicato attacchi sui territori ucraini occupati dai russi, con fonti locali filorusse che hanno denunciato la morte di almeno quattro civili a Horlivka, nella regione di Donetsk, in un raid condotto con droni. Questi episodi dimostrano come il conflitto continui a intensificarsi, con entrambe le parti che negano il bersagliamento di civili nonostante le evidenti prove sul campo.
I numeri dell'escalation settimanale
I dati diffusi dalle autorità di Kyiv dipingono un quadro drammatico dell'escalation in corso. Il presidente Zelensky ha reso noto che nell'arco degli ultimi sette giorni la Russia ha lanciato un numero impressionante di ordigni contro il territorio ucraino, pari a quasi 1.700 droni, oltre 1.630 bombe aeree guidate e 95 missili di vario tipo.
Le regioni di Kherson, Donetsk, Dnipropetrovsk, Kharkiv, Sumy, Odesa, Mykolaiv, Zaporizhzhia e Chernihiv, oltre alla capitale Kyiv, sono state prese di mira, con la popolazione civile che continua a pagare il prezzo più alto in termini di vite umane e distruzione. Il capo del governo ucraino ha rinnovato l'appello ai partner internazionali affinché le consegne di sistemi di difesa antibalistica arrivino con tempestività, sottolineando come ogni missile intercettore possa fare la differenza tra la vita e la morte.
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