Kiev sotto attacco nella notte, 16 missili balistici e oltre 200 droni: un morto e otto feriti
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Redazione Esteri
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Le forze armate russe hanno condotto nella notte un attacco massiccio contro Kiev e la regione circostante, impiegando 16 missili balistici e oltre 200 droni di vario tipo, compresi i modelli Shahed a propulsione a getto. Il bilancio provvisorio fornito dal servizio ucraino di emergenza statale è di una persona uccisa e otto ferite, tra cui due bambini. Le conseguenze del raid si sono fatte sentire in almeno tre quartieri della capitale: a Desnyanske un edificio non residenziale è andato a fuoco, mentre alcune auto e una stazione della metropolitana hanno riportato danni.
La rivendicazione di Mosca e gli obiettivi colpiti
Il ministero della Difesa russo ha confermato l'offensiva in una nota, sostenendo che gli obiettivi erano esclusivamente militari e industriali. Secondo il dicastero, sarebbero state colpite imprese dell'industria bellica, siti di stoccaggio di missili da crociera e veicoli aerei senza pilota, oltre a un centro di elaborazione dati. Mosca ha parlato di un attacco condotto con armi di precisione a base terrestre e droni a lungo raggio, senza fare riferimento a edifici civili.
La ricostruzione ucraina diverge profondamente da quella russa. Oltre alle infrastrutture energetiche, il raid ha danneggiato una clinica medica, una scuola, una stazione della metropolitana e diversi edifici residenziali. Il sindaco di Kiev Vitalij Kličko ha reso noto che nella zona di Solomianskyj un incendio ha interessato il terzo piano di una struttura sanitaria all'interno di un palazzo di 25 piani, spento dai soccorritori. Nella stessa area sono andate in frantumi le vetrate di un centro commerciale e di altri stabili vicini.
Il blackout e la replica di Zelensky
L'attacco ha avuto ripercussioni pesanti sulla rete elettrica. Secondo quanto dichiarato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, più di dieci infrastrutture energetiche sono state danneggiate nelle regioni di Vinnytsia, Volinia, Kirovohrad, Kiev, Mykolaiv, Žytomyr, Chmel'nyc'kyj, Charkiv, Ternopil', Odessa e Rivne, lasciando almeno 550mila famiglie senza elettricità. Le squadre di riparazione sono al lavoro sui siti colpiti, ha aggiunto il capo dello Stato, precisando che i feriti stanno ricevendo assistenza.
Zelensky ha legato l'ondata di attacchi al tema dei negoziati, sostenendo che il governo ucraino ha sempre accolto favorevolmente ogni piano di pace e tregua proposto dai partner internazionali. «L'Ucraina non ha mai voluto questa guerra e ha accolto con favore ogni tentativo dei nostri partner di porre fine a questo conflitto in modo dignitoso», ha scritto il presidente in un post, aggiungendo che a ogni proposta di cessate il fuoco Mosca ha risposto con missili balistici, droni Shahed e uccisioni.
Zelensky ha inoltre affermato che questa volta i partner non hanno fornito alcun preavviso sull'arrivo dei missili balistici.
Le reazioni sul fronte diplomatico
La rivendicazione russa e la condanna ucraina si inseriscono in un quadro di stallo diplomatico che dura da mesi. Mosca continua a sostenere la natura militare dei propri bersagli, mentre Kiev documenta sistematicamente i danni alle strutture civili per chiedere un rafforzamento della difesa aerea. Nelle ore successive al raid, il presidente ucraino ha ribadito la necessità di forniture adeguate di missili intercettori, definendo la guerra in corso come il risultato esclusivo degli attacchi russi e della volontà di Mosca di prolungare il conflitto.
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