Zelensky dal Papa a Castel Gandolfo, poi l'incontro con Meloni a Roma
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Redazione Esteri
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Il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha incontrato stamattina papa Leone XIV nella residenza di Castel Gandolfo, riproponendo quel faccia a faccia che i due avevano già avuto nella stessa cornice lo scorso 9 luglio. Quello di oggi, che rappresenta il terzo colloquio complessivo e il secondo a tu per tu, si è svolto a poche ore di distanza dagli intensi vertici diplomatici di Londra e Bruxelles, dove il leader ucraino ha cercato di rinsaldare il sostegno occidentale in un momento particolarmente delicato.
Il contesto internazionale e il sostegno europeo
La visita romana di Zelensky, la cui prima tappa è stata proprio l'udienza papale, si colloca infatti in una fase in cui le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno giudicato "deludente" l'approccio di Kiev ai negoziati di pace, creando una frattura nell'uniformità del fronte a sostegno dell'Ucraina. Di fronte a questa posizione, le istituzioni europee hanno invece manifestato una rinnovata solidarietà, come emerso chiaramente dagli incontri di ieri sera a Bruxelles con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il primo ministro Antonio Costa, i quali hanno ribadito che le proposte di finanziamento per Kiev "sono sul tavolo". L'obiettivo dichiarato, hanno sottolineato i due leader, rimane quello di costruire "un'Ucraina forte, sul campo di battaglia e al tavolo dei negoziati", un'affermazione che sottintende la necessità di prepararsi a qualsiasi scenario futuro.
La giornata romana e gli impegni istituzionali
Dopo il colloquio con il Pontefice, che ha toccato temi come la ricerca di una pace giusta e la complessa questione del rimpatrio dei minori, l'agenda di Zelensky a Roma è proseguita nel pomeriggio con un nuovo incontro istituzionale a palazzo Chigi con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Questo passaggio conclude una vera e propria maratona diplomatica che ha visto il presidente ucraino confrontarsi, nelle ultime ventiquattr'ore, anche con il segretario generale della Nato Mark Rutte – il quale ha parlato di una "discussione positiva" – e con i principali leader europei riuniti a Londra, i quali hanno unanimemente ribadito il principio del rispetto della sovranità ucraina.
Il significato degli incontri e il lavoro diplomatico
La rapidità con cui si susseguono questi vertici, e la scelta di inserire nuovamente un momento di dialogo con la Santa Sede, evidenziano la volontà di Kiev di tenere saldamente intrecciati i diversi fili del sostegno internazionale, da quello militare e finanziario a quello morale e diplomatico. Se da un lato si consolida il fronte europeo, dall'altro la ricerca di una mediazione, o quantomeno di un canale di dialogo costante, passa anche attraverso luoghi simbolici come Castel Gandolfo, dove il linguaggio della politica si mescola a quello della diplomazia e dell'appello umanitario.




