Lucano escluso dalle regionali in Calabria, la legge Severino lo rende incandidabile
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Redazione Interno
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Mimmo Lucano, l’eurodeputato e sindaco di Riace noto per le sue politiche sull’accoglienza, è stato dichiarato inammissibile alla corsa per il Consiglio regionale della Calabria, alle elezioni di ottobre 2025. La decisione, presa dalle commissioni elettorali dei tribunali di Reggio Calabria, applica la normativa nota come legge Severino, che vieta la candidatura a chi ha riportato condanne definitive superiori a due anni per reati gravi.
La vicenda giudiziaria che ha determinato l’esclusione affonda le sue radici nel processo “Xenia”, conclusosi con una condanna definitiva a un anno e mezzo di reclusione per il reato di falso. Sebbene la pena sia stata scontata o stia per estinguersi, la sentenza – che riguardava irregolarità nella gestione del sistema di accoglienza – produce gli effetti accessori previsti dalla legge, tra cui, appunto, l’interdizione temporanea dai pubblici uffici.
Non è la prima volta che Lucano si scontra con le conseguenze giudiziarie in prossimità di una scadenza elettorale. Già quattro anni fa, a pochi giorni dal voto amministrativo, una sentenza di primo grado – poi modificata nei successivi gradi di giudizio – lo aveva reso ineleggibile, costringendolo a lasciare la corsa per la carica di governatore con la lista “Un’altra Calabria è possibile”.




