Banco BPM in trend rialzista, mentre l’opa Anima divide il mercato
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Redazione Economia
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Il titolo di Banco BPM continua a registrare un andamento positivo, confermando un trend rialzista che si consolida giorno dopo giorno. Attualmente, il prezzo si attesta intorno ai 8,98 euro, dopo aver raggiunto un massimo intraday di 9,088 euro, un livello che non si osservava da tempo. La struttura tecnica del titolo, supportata da una trendline ascendente di lungo periodo e dalla media mobile a 50 periodi, rafforza l’ipotesi di un mercato favorevole, con la linea gialla che funge da supporto dinamico nelle ultime fasi di contrattazione.
Parallelamente, l’attenzione degli investitori si concentra sull’offerta pubblica di acquisto (opa) su Anima, che sta dividendo il mercato e alimentando un confronto serrato tra Banco BPM e Unicredit. Gli azionisti di Banco BPM, infatti, si preparano a votare il 28 febbraio una proposta che prevede di aumentare il prezzo offerto per azione da 6,2 a 7 euro, una mossa che potrebbe sbloccare l’acquisizione della società di gestione del risparmio. Questo rilancio, tuttavia, non è privo di conseguenze: alzando la posta, Banco BPM complica ulteriormente i piani di Unicredit, che mira a conquistare Piazza Meda, sede storica della banca.
Glass Lewis, uno dei principali proxy advisor che assistono gli investitori istituzionali nelle decisioni di voto, ha recentemente espresso il suo sostegno alla modifica dell’opa su Anima, allineandosi alle valutazioni già fornite da Iss. Secondo l’advisor, l’aumento del corrispettivo è “sicuramente significativo” ma “quasi certamente necessario” per portare a termine l’operazione. Le modifiche proposte sono definite “ragionevoli” e, pur non impedendo a Unicredit di rivedere la propria offerta, rendono l’opzione di acquisizione di Banco BPM meno attraente per il concorrente.
Intanto, la guerra tra le due banche prosegue a colpi di calcolatrice, con Unicredit che ha recentemente ricordato la condizione di decadenza dell’offerta pubblica di scambio nel caso in cui non venga concessa l’agevolazione sugli accantonamenti di capitale per l’operazione su Anima, il cosiddetto Danish Compromise. Banco BPM, dal canto suo, sembra intenzionato a difendere la propria posizione, puntando su una strategia che mira a consolidare il proprio assetto e a rafforzare la sua presenza nel mercato della gestione del risparmio.




