Nucleare sostenibile, arriva la legge: la strategia del governo in dieci punti
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Redazione Interno
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare un disegno di legge che conferisce all’Esecutivo la delega per il nuovo nucleare sostenibile. Il testo, composto da quattro articoli, mira a intervenire in modo organico sulla produzione di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione, delineando una cornice di regole che punta a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e sicurezza energetica previsti dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima.
L’Italia torna così a parlare di nucleare, ma non si tratta di un ritorno al passato. Le vecchie centrali, chiuse dopo il referendum post-Chernobyl, appartengono a un modello superato. Il nuovo nucleare sostenibile, che potrebbe diventare operativo a partire dal 2030, si baserà su reattori di ultima generazione, più sicuri e meno impattanti. La frattura con il modello precedente dovrà essere netta, come ha sottolineato il governo, che ha trovato il sostegno convinto dei leader della maggioranza.
Il disegno di legge, che ora passerà al vaglio delle Camere, rappresenta un passo significativo nella strategia energetica del Paese. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha espresso ottimismo durante il Forum in Masseria a Saturnia, assicurando che «entro il 2030 ce la faremo ad avere il nucleare in Italia». Il provvedimento, che potrebbe essere discusso già la prossima settimana, sarà oggetto di un dibattito parlamentare approfondito, considerando le numerose audizioni già svolte alla Camera.
Il governo punta a garantire energia pulita, sicura e a basso costo, riducendo la dipendenza dalle fonti estere e rafforzando l’indipendenza strategica del Paese. Un obiettivo ambizioso, che però non manca di sollevare interrogativi e divisioni, soprattutto tra le forze politiche di sinistra, già divise sulla questione.




