Lanciano, tre fratellini allontanati dalla famiglia: il padre è Pietro Loffredo
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Redazione Interno
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«Li voglio sentire, li voglio rassicurare. Ce li hanno portati via senza un motivo, non sappiamo dove sono né come stanno». Pietro Loffredo, padre dei tre fratellini allontanati da casa a Lanciano, da due giorni non si dà pace. Non era presente quando, alle 9 di giovedì mattina, due assistenti sociali e due agenti di polizia sono entrati nell'abitazione di contrada Iconicella e hanno portato via i bimbi più piccoli, di tre e quattro anni, che erano con la madre Giovanna Orta.
La sorella maggiore, di sette anni, è stata raggiunta direttamente a scuola dagli assistenti sociali, accompagnati da agenti in abiti civili. L'intervento è stato effettuato in esecuzione a un provvedimento urgente del tribunale per i minorenni dell'Aquila, sulla base di una relazione redatta dopo un sopralluogo compiuto il 10 settembre scorso dai carabinieri della Compagnia di Lanciano, dal Comune e dai servizi sociali.
Le accuse e la versione delle autorità
Secondo quanto riferito dalle autorità locali, dagli accertamenti sarebbero emerse gravi carenze igienico-sanitarie nell'abitazione e condizioni non ritenute idonee a garantire ai minori un ambiente adeguato. Il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, ha confermato l'intervento, sottolineando la natura tutelare della misura. «Gli uffici hanno ritenuto di intervenire e di assumere quella misura — ha spiegato — La famiglia ha la possibilità di rivolgersi al Tribunale per i minorenni per chiedere, qualora ne ricorrano le condizioni, la revoca del provvedimento».
La procura di Chieti contesta a Pietro Loffredo il reato di abbandono di minori, ipotesi accompagnata da presunte criticità igienico-sanitarie della casa e dalla presenza di cani nell'abitazione.
La difesa dei genitori e il blackout comunicativo
Pietro Loffredo, 45 anni, e la compagna Giovanna Orta, 34 anni, contestano le motivazioni dell'allontanamento e denunciano un distacco traumatico e senza preavviso. Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali della famiglia, parlano di «un'azione drastica calata senza preavviso» e di un «totale blackout comunicativo»: «Nessuna telefonata, nessun contatto con i figli da due giorni. Per una madre e un padre questo viene percepito come un rapimento».
Secondo quanto riferito dai familiari, i due bambini più piccoli sarebbero stati prelevati direttamente dall'abitazione ancora in pigiama, mentre la figlia maggiore sarebbe stata fatta uscire dal plesso scolastico davanti ai compagni di classe.
L'istanza alle istituzioni e l'appello a Mattarella
Gli avvocati della famiglia hanno presentato un'istanza urgente indirizzata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei ministri, ai ministri della Giustizia, della Famiglia e dell'Interno, alle Procure della Repubblica di Pescara e presso il Tribunale per i minorenni dell'Aquila, oltre alle autorità garanti per l'infanzia.
La richiesta riguarda l'acquisizione della documentazione relativa all'allontanamento e alle verifiche svolte nell'abitazione, di conoscere le modalità con cui i genitori possano incontrare o sentire i figli e sollecitano il ripristino della continuità dei rapporti familiari, qualora non emergano elementi tali da impedirlo. I legali hanno anche chiesto l'intervento diretto della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per ottenere un incontro urgente e fare luce su una misura giudicata sproporzionata.
La vicenda di Fortuna Loffredo e il contesto
Pietro Loffredo è il padre di Fortuna Loffredo, la bambina di sei anni violentata e uccisa il 24 giugno 2014, precipitata da una finestra di un palazzo del Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli. Per quel delitto è stato condannato all'ergastolo Raimondo Caputo, un vicino di casa. I tre fratellini allontanati a Lanciano sono nati da una relazione successiva e vivono in Abruzzo, dove Pietro Loffredo si era trasferito per lavoro dopo la tragedia.
Gli avvocati Pisani hanno sottolineato il peso di questo precedente: «Non si può ignorare che questo padre ha già subito la perdita tragica di una figlia. Un nuovo e improvviso distacco senza reali pericoli e giustificazioni rischia di riaprire una ferita devastante».
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