Famiglia nel bosco, primo giorno di scuola per i fratellini Trevallion: la denuncia di Brambilla

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   I tre fratellini della cosiddetta famiglia nel bosco hanno varcato per la prima volta la soglia della scuola pubblica. È accaduto all'indomani di una giornata convulsa, segnata dallo spostamento dell'incontro con i genitori che era stato programmato nella casa di Palmoli. I bambini, figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, sono entrati nell'istituto da un ingresso secondario per evitare il contatto con i giornalisti presenti nei pressi della scuola.

La vicenda dei Trevallion-Birmingham va avanti dallo scorso 20 novembre, quando i tre minori sono stati allontanati dal casolare nel bosco di Palmoli e trasferiti nella casa famiglia di Vasto, con la sospensione della potestà genitoriale disposta dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila. Da allora il percorso di ricongiungimento è stato scandito da provvedimenti giudiziari, perizie e ricorsi, in un intreccio che ha trasformato una storia familiare in un caso nazionale.

Il pasticcio dell'incontro saltato

L'incontro tra i bambini e i genitori, inizialmente previsto nella nuova abitazione che il Comune di Palmoli ha concesso in comodato d'uso, è saltato all'ultimo momento. A comunicarlo è stato il sindaco del paese, Giuseppe Masciulli, spiegando che i servizi sociali, dopo un sopralluogo effettuato da due assistenti sociali, avevano ritenuto che non sussistessero le condizioni di sicurezza e privacy necessarie. L'area era stata transennata e presidiata dalle forze dell'ordine, e i giornalisti si erano allontanati su richiesta della stessa Catherine Birmingham.

Nonostante ciò, l'incontro è stato spostato in un'altra sede, dove si è svolto per pochi minuti.

L'avvocato Simone Pillon, legale dei coniugi Trevallion, ha contestato la decisione con una domanda diretta: perché la presenza della stampa è stata utilizzata per annullare il rientro a casa dei bambini, mentre il loro ingresso a scuola, avvenuto il giorno successivo a parità di condizioni, non è stato bloccato? Pillon ha inoltre ricordato che la famiglia aveva avvisato gli operatori del servizio sociale già il venerdì precedente, chiedendo misure idonee a prevenire il prevedibile afflusso di giornalisti, senza ricevere risposta.

La denuncia di Brambilla e i costi per il Comune

Sulla vicenda è intervenuta Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza. La deputata ha parlato di bambini «trattati come pacchi», ricostruendo la giornata dell'incontro mancato: un tragitto di quaranta minuti in auto, mezz'ora di attesa a bordo, il trasferimento in un'altra sede per un colloquio durato pochi minuti e il rientro nella struttura di Vasto. «Tre ore e mezzo di sballottamenti che non si augurerebbero neppure a pacchi postali», ha dichiarato Brambilla, sottolineando come i minori siano già provati da dieci mesi di separazione.

La presidente della Commissione infanzia ha poi puntato l'attenzione sui costi sostenuti dal Comune di Palmoli per il mantenimento dei bambini nella casa famiglia. Secondo quanto riferito, la cifra avrebbe già raggiunto i 75mila euro, un importo che per un piccolo centro di 858 abitanti rischia di avere conseguenze pesanti sui conti pubblici. Brambilla ha definito la situazione una «sottrazione di Stato dai risvolti preoccupanti».

Il quadro scolastico e le preoccupazioni degli esperti

I tre fratelli, due gemelli di sette anni e una sorella maggiore di nove, frequentano rispettivamente la seconda e la quarta elementare. Si tratta della loro prima esperienza in una classe tradizionale, dopo che la famiglia aveva optato per l'istruzione parentale, poi abbandonata su disposizione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila. L'ordinanza è stata impugnata in Corte d'Appello dall'avvocato Pillon, che ha chiesto il rientro immediato dei figli e la possibilità di riprendere l'homeschooling con il supporto di insegnanti messi a disposizione dal Comune.

Il debutto scolastico sarà seguito da specialisti della neuropsichiatria infantile. Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente di parte della famiglia, ha evidenziato due possibili criticità: da un lato la non abitudine dei bambini a un gruppo classe già formato, dall'altro il rischio che possano incontrare coetanei influenzati dai pregiudizi degli adulti su una vicenda tanto mediatica, con possibili episodi di bullismo. Cantelmi ha comunque espresso fiducia nel monitoraggio specialistico.

A destare preoccupazione è anche la gestione dei rapporti con i genitori durante l'orario scolastico. Ai genitori non sarebbe consentito accompagnare i figli né all'ingresso né all'uscita dall'istituto. Il percorso di ricongiungimento stabilito dal Tribunale prevede incontri diurni e, in prospettiva, la possibilità di trascorrere un fine settimana insieme nel mese di ottobre.

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