Tusk punta sul presidente amico per il "piano Nato", mentre la Polonia si divide alle urne
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Redazione Esteri
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Donald Tusk, da quando ha riconquistato la guida del governo polacco un anno e mezzo fa, attende con impazienza l’esito delle presidenziali del 18 maggio, che potrebbero rimuovere l’ultimo ostacolo alla realizzazione del suo programma. Un risultato favorevole a Rafał Trzaskowski, sindaco di Varsavia e candidato liberale, semplificherebbe notevolmente l’azione del premier, soprattutto in un momento in cui la Polonia gioca un ruolo cruciale nelle strategie della Nato.
La sfida elettorale, che vede Trzaskowski contrapposto al conservatore Karol Nawrocki e all’emergente Sławomir Mentzen, riflette divisioni profonde nel Paese, acuite da tensioni geopolitiche e dalla crisi migratoria. Sebbene i sondaggi indichino un testa a testa serrato, il sindaco di Varsavia – già sconfitto di misura nel 2020 dall’allora presidente Andrzej Duda – potrebbe non riuscire a chiudere la partita al primo turno. La sua "Dichiarazione Lgbt+", voluta per contrastare le discriminazioni, lo ha reso un bersaglio della destra nazionalista, che lo accusa di minare i valori tradizionali.
Intanto, l’ombra di Trump, tornato alla Casa Bianca, influisce sugli equilibri internazionali, spingendo Varsavia a cercare alleati solidi in Europa. Tusk, che punta a rafforzare i legami con gli Stati Uniti e l’Unione Europea, sa che un presidente affine alle sue posizioni accelererebbe il "piano Nato", riducendo l’isolamento della Polonia. Ma l’ascesa di Mentzen, rappresentante di un nazionalismo più radicale, complica il quadro, rischiando di polarizzare ulteriormente un elettorato già diviso.




