Polonia con il fiato sospeso: Trzaskowski e Nawrocki divisi da un soffio, entrambi rivendicano la vittoria
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Redazione Esteri
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La Polonia attende con ansia l’esito definitivo del ballottaggio presidenziale, che potrebbe segnare una svolta nella storia recente del Paese. Secondo gli exit poll diffusi a urne chiuse, il sindaco di Varsavia Rafał Trzaskowski, candidato europeista e vicino al premier Donald Tusk, avrebbe un vantaggio minimo – appena lo 0,3% – sullo storico Karol Nawrocki, sostenuto dal partito sovranista Diritto e Giustizia (PiS) di Jarosław Kaczyński. Ma i margini sono così stretti che nessuno dei due ha voluto attendere il conteggio ufficiale per rivendicare la vittoria.
Trzaskowski, 52 anni, esponente di Piattaforma Civica, ha definito il risultato "un segnale chiaro" della volontà dei polacchi di "guardare all’Europa", mentre Nawrocki, 42 anni, ha parlato di "un successo per la Polonia sovrana". La differenza, secondo Ipsos, si gioca su decimali: 50,3% contro 49,7%, un distacco che, considerando l’affluenza record del 73%, potrebbe tradursi in poche migliaia di voti.
Il ballottaggio è stato fin dall’inizio uno scontro tra due visioni opposte del Paese. Da un lato Trzaskowski, che punta a riavvicinare Varsavia all’Unione Europea dopo anni di tensioni, dall’altro Nawrocki, che incarna la linea nazionalista del PiS, critico verso Bruxelles e legato a una politica conservatrice in tema di diritti e immigrazione. La posta in gioco è alta, tanto che lo stesso Tusk – oggi alla guida di una coalizione liberal-progressista – ha fatto campagna per il sindaco di Varsavia, presentandolo come l’unico in grado di "riportare la Polonia nel cuore dell’Europa".
Ma la notte potrebbe riservare sorprese. Gli exit poll, per quanto attendibili, non sono il risultato definitivo, e il conteggio delle schede – soprattutto quelle arrivate dall’estero, tradizionalmente favorevoli agli europeisti – potrebbe ribaltare i numeri. Intanto, nelle strade di Varsavia e Danzica si sono già radunati sostenitori di entrambi gli schieramenti, pronti a festeggiare o contestare l’esito.




