Quei 15 milioni di voti che Pd e 5S rivendicano come una vittoria politica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nonostante il quorum non sia stato raggiunto e l’affluenza si sia fermata a un deludente 30%, Elly Schlein e Giuseppe Conte insistono nel considerare i 13 milioni di voti raccolti dai referendum come un risultato significativo. Una cifra che, secondo loro, dimostra come una parte consistente del Paese sia contraria alle politiche del governo Meloni, anche se i numeri raccontano una storia diversa: oltre il 70% degli elettori ha scelto di non partecipare, lasciando i promotori della consultazione con un bilancio amaro.

La posizione del centrosinistra, che tenta di trasformare una sconfitta in un argomento politico, è stata definita da alcuni nel Pd stesso «un regalo alla premier», rafforzando paradossalmente l’esecutivo invece di indebolirlo. D’altronde, come sottolineato dal capogruppo dem al Senato Francesco Boccia, superare la soglia psicologica del 30% era l’obiettivo minimo per evitare un tracollo senza appello. Ma se è vero che i voti a favore dei quesiti sono stati circa 700mila in più rispetto a quelli che portarono Meloni a Palazzo Chigi, è altrettanto evidente che la mobilitazione non è riuscita a coinvolgere la maggioranza degli italiani.

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