Polonia al voto, tra aborto e Nato: la sfida tra Trzaskowski e l’eredità di Duda

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la Polonia si prepara a scegliere il nuovo presidente, il Paese si ritrova diviso tra due visioni opposte: quella progressista incarnata da Rafał Trzaskowski, sindaco di Varsavia, e l’impronta conservatrice lasciata dal presidente uscente Andrzej Duda, espressione del partito sovranista Diritto e giustizia (Pis). Quello che si gioca oggi, però, non è solo uno scontro politico, ma una battaglia su temi che hanno infiammato il dibattito pubblico negli ultimi anni, dall’aborto ai rapporti con l’Unione Europea e la Nato.

A pochi metri dal Parlamento di Varsavia, l’organizzazione AboTak ha aperto un ufficio che, pur senza violare la legge – che in Polonia è tra le più restrittive d’Europa in materia di interruzione di gravidanza – offre supporto alle migliaia di donne costrette a cercare soluzioni altrove. Si calcola che siano circa 120mila ogni anno quelle che rinunciano a portare avanti una gravidanza, spesso ricorrendo a viaggi all’estero o a pratiche clandestine. Una questione che Trzaskowski, già firmatario della “Dichiarazione Lgbt+” contro le discriminazioni, ha più volte affrontato, seppur con cautela, consapevole del peso elettorale delle frange più tradizionaliste.

Donald Tusk, tornato alla guida del governo un anno e mezzo fa, vede in queste elezioni l’ultimo ostacolo per realizzare il suo programma, che punta a un maggiore allineamento con Bruxelles e a un rafforzamento della presenza polacca nella Nato. Se Trzaskowski dovesse vincere, il premier avrebbe un alleato prezioso per portare avanti il cosiddetto “piano Nato”, che prevede un aumento delle spese militari e una stretta collaborazione con gli Stati Uniti, ora guidati nuovamente da Donald Trump.

Ma la strada per il sindaco di Varsavia non è in discesa. Nel 2020, perse contro Duda per un margine risicato, e i sondaggi odierni suggeriscono che difficilmente riuscirà a evitare il ballottaggio. Il suo avversario più probabile, sostenuto dall’elettorato rurale e conservatore, potrebbe costringerlo a un confronto serrato, in cui ogni parola sull’Europa o sui diritti civili rischierebbe di essere strumentalizzata.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.