Femminicidio Lorena Isceri, l’ultimo tentativo prima della tragedia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il femminicidio Lorena Isceri si è consumato dopo un ultimo disperato tentativo della donna di fermare la violenza dell’ex compagno: al telefono con il 112, mentre gli agenti ascoltavano ogni parola per cercare di localizzare l’auto, la 45enne ha provato a calmarlo dicendo “Ti amo Fede, ora smettila, torniamo insieme!”. La frase non era un segnale della volontà di ricominciare la relazione, ma un tentativo di prendere tempo e di salvarsi la vita prima dell’arrivo della polizia. Lorena, secondo quanto riportato, aveva già spiegato agli operatori che l’uomo l’aveva rapita e che voleva ucciderla.

La telefonata al 112 ha ricostruito gli ultimi momenti di Lorena Isceri, che da alcune settimane veniva tormentata dall’ex compagno con numerosi messaggi perché non accettava la chiusura della relazione. La donna era consapevole della situazione e durante la chiamata aveva cercato di gestire il momento più pericoloso, mentre dall’altra parte gli agenti seguivano con attenzione rumori e conversazioni per individuare la posizione del veicolo. Poco dopo, secondo la ricostruzione fornita, l’uomo l’avrebbe gettata dal cavalcavia dell’autostrada A1 a Calenzano.

Gli ultimi istanti di Lorena Isceri e la chiamata alla polizia

Prima della morte, Lorena aveva tentato anche un ultimo approccio con il suo ex fidanzato, prospettando una possibile riconciliazione per cercare di fermare quello che stava accadendo. La donna aveva però già comunicato al telefono la gravità della situazione, spiegando agli agenti di essere stata rapita e di temere per la propria vita. Federico Vella, secondo quanto riportato nell’accaduto, avrebbe ignorato quelle parole e avrebbe portato avanti il suo piano, lanciandola dal viadotto.

Il caso ha scosso Firenze, dove per Lorena Isceri è stata organizzata una iniziativa nella strada in cui viveva, via Panciatichi. La fiaccolata “Insieme per Lorena Isceri” è stata promossa dalla sindaca Sara Funaro e si terrà il 6 settembre alle ore 21, con l’invito a partecipare portando un fiore o una candela. L’iniziativa nasce per ricordare la 45enne vittima di femminicidio e per esprimere la vicinanza alla sua storia.

La risposta dei sindaci dopo l’appello del padre di Lorena

Dopo l’appello del padre di Lorena Isceri, i sindaci italiani hanno dichiarato di voler raccogliere la richiesta di una voce comune della politica contro la violenza sulle donne. Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia e presidente della commissione Pari opportunità dell’Anci, e Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e delegata Anci alle Pari opportunità, hanno affermato che davanti a questi episodi non devono esserci divisioni politiche.

Il messaggio diffuso dai rappresentanti dell’Anci richiama una responsabilità condivisa nei territori e una battaglia da condurre insieme ogni giorno contro la violenza. Il ricordo di Lorena Isceri passa così dalla fiaccolata organizzata a Firenze fino all’appello del padre, che ha chiesto alla politica di trovare una posizione comune davanti ai femminicidi.

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