Il gelato regna sovrano tra i peccati di gola, nonostante i rincari
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Redazione Economia
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Che l’Italia fosse la patria indiscussa della pasta e della pizza è risaputo, ma c’è un altro protagonista che, soprattutto d’estate, conquista senza sforzo il palato degli italiani: il gelato. Secondo un sondaggio Ipsos commissionato da Magnum, il 65% dei connazionali non riesce a rinunciarvi durante le vacanze, confermandolo come il dolce più amato della stagione. Un dato che trova riscontro nei numeri europei: nel 2024, nel Vecchio Continente sono state consumate ben 1,9 milioni di tonnellate di gelato, a dimostrazione di un mercato in costante crescita.
Ma se la domanda non accenna a calare, i prezzi hanno subito un’impennata che non può passare inosservata. Secondo un’analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), basata sui dati del Mimit, il costo medio di una vaschetta da un chilo è aumentato del 30% negli ultimi quattro anni. In alcune zone, come la provincia di Belluno, si è arrivati addirittura a un +47%, trasformando quello che era un piacere accessibile in un lusso per molti.
Le cause di questi rincari sono da ricercarsi nell’aumento dei costi delle materie prime, come latte e cacao, che hanno messo in difficoltà anche i gelatieri più affermati. Luca Lombardi, titolare di Gelatomania a Forlì, ammette: "I nostri listini sono rimasti invariati rispetto allo scorso anno, ma sostenere i costi diventa ogni volta più complicato". Una situazione che rischia di penalizzare soprattutto i piccoli artigiani, custodi di tradizioni secolari.




