Vinitaly, la Sardegna protagonista con 112 cantine. Agus: “Settore in enorme crescita”
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Redazione Interno
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Prosegue a Verona il Salone internazionale del vino, dove l’attenzione, complice l’afflusso di oltre trentamila operatori esteri provenienti da centotrenta Paesi, si concentra non solo sui grandi numeri ma anche sulle specificità territoriali. È il caso della Sardegna, che in questa cinquantottesima edizione della manifestazione si presenta con una delegazione di ben 112 cantine, un numero che testimonia la salute di un comparto il quale, come sottolineato da Francesco Agus, assessore regionale all’Agricoltura, vive una fase di enorme crescita. L’esponente della giunta regionale, intervistato da Sardinia Post, non ha nascosto una certa soddisfazione per la massiccia partecipazione delle imprese isolane, un mix ben riuscito di marchi storici e realtà emergenti che animeranno i padiglioni fino a mercoledì 15 aprile.
La vetrina internazionale tra ottimismo e strategie future
Se da un lato i calici si alzano per brindare alle eccellenze enologiche, dall’altro i corridoi della fiera si trasformano in un vivace mercato dove buyer e produttori cercano di chiudere accordi, il tutto mentre si susseguono visite istituzionali e masterclass. È proprio in questo contesto dinamico che Agus ha voluto rimarcare l’esistenza di un clima di cauto ottimismo, precisando però che, subito dopo la chiusura del Salone, ci si siederà attorno a un tavolo per discutere la direzione da imprimere a un settore strategico per la Regione. Le dichiarazioni dell’assessore lasciano intendere che la volontà politica è quella di capitalizzare il successo della kermesse veronese, traducendolo in azioni concrete per sostenere le aziende locali senza però perdere di vista le sfide globali.
Il Piemonte e l’Abruzzo, tra istituzioni e innovazione tecnologica
Mentre la Sardegna raccoglie consensi, altre regioni approfittano della ribalta per lanciare segnali precisi al mercato. Il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, presente insieme all’assessore Paolo Bongioanni, ha rivendicato con forza il successo del proprio padiglione, definendolo uno dei più visitati della rassegna e una prova evidente della continuità delle aziende locali, che l’ente regionale si limita a supportare. Incontrando il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen, i vertici piemontesi hanno avuto modo di discutere delle prospettive future del comparto. Parallelamente, tra gli stand dell’Abruzzo, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida – accolto dal vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente – ha sperimentato il visore del progetto “Abruzzo Virtual Tour”, un viaggio immersivo che unisce tecnologia, vigneti e denominazioni per raccontare il territorio in una chiave del tutto nuova.
La Lombardia e il valore della filiera integrata
Non manca poi la Lombardia, che punta tutto sul concetto di filiera integrata celebrando i suoi assi in campo enologico, ristorativo e dolciario. In un’epoca in cui il mondo corre veloce, l’invito lanciato dai protagonisti locali è quello di non accontentarsi del proprio gusto personale, ma di sapersi proiettare verso l’esterno per interpretare al meglio le esigenze altrui. Un messaggio, quest’ultimo, che risuona forte in una delle fiere più importanti del pianeta, dove il rischio di rimanere ancorati alle proprie certezze è dietro l’angolo. Con il suo mix di tradizione e apertura internazionale, il Vinitaly si conferma dunque un osservatorio privilegiato per capire dove soffia il vento dell’export, regalando spunti di riflessione a tutte le regioni italiane che, come la Sardegna, guardano al futuro con ambizione.




