Aphelion, il ritorno di Don't Nod tra ghiacci alieni e voti divisivi
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A distanza di un anno dal discreto impatto di Lost Records – Titolo che, va detto, cercava di replicare quel mood intimista e malinconico tanto caro ai fan di Life is Strange – gli sviluppatori francesi cambiano radicalmente rotta. Sbarcato oggi su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S (incluso nel catalogo Game Pass sin dal day one), Aphelion rappresenta un azzardo deciso: abbandonare le atmosfere fumettistiche del Pacific Northwest per tuffarsi nel vuoto freddo e claustrofobico dello spazio profondo. Lo scenario è il pianeta Persephone, ai confini del sistema solare, descritto come l’ultima, disperata ancora di salvezza per un’umanità che ha reso la Terra inabitabile. Eppure, nonostante la scenografia ambiziosa, la stampa internazionale ha accolto l’opera con un fronte di voti talmente ampio da sembrare quasi una spaccatura; le pagelle consegnate al team di Don't Nod oscillano brutalmente tra un 4 e un 9, sintomo inequivocabile di un’opera che polarizza chi la giudica.
Un patto con l'astrofisica per dimenticare Arcadia Bay
Quello che colpisce immediatamente, sfogliando le recensioni, è la volontà dello studio di scrollarsi di dosso l’etichetta di “cantautori dell’adolescenza” per indossare i panni di duri esploratori spaziali. La narrazione, ambientata in un futuro prossimo (il 2062 secondo alcune fonti), segue le vicende di Ariane e Thomas, due astronauti separati dopo un atterraggio di fortuna su Persephone. Per distaccarsi dalla fantascienza più romanzesca, Don't Nod ha stretto una partnership scientifica con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il loro logo campeggia sulle tute dei protagonisti e la consulenza – assicurano gli sviluppatori – ha influenzato dettagli tecnici non secondari, che vanno dalle dimensioni reali dei moduli spaziali fino alla qualità audio percepita all’interno di un casco pressurizzato. È un tentativo, questo, di ancorare la drammaticità della sopravvivenza a una credibilità che manca, per esempio, ai blockbuster hollywoodiani del genere; un modo per rendere l’isolamento di Persephone più tangibile e, forse, più angosciante.
Il paradosso del voto: tra cinema interstellare e gameplay meccanico
La critica, però, sembra aver gradito l’audacia tematica più della sostanza ludica. Da un lato, troviamo recensioni entusiaste: Impulsegamer assegna un 9, celebrando l’avventura come un punto di riferimento narrativo per il genere fantascientifico, mentre testate come DualShockers e DayOne si attestano su ottimi 8.5, lodando l’impatto visivo e la colonna sonora capace di evocare le atmosfere di Interstellar (Nolan) o The Martian. Dall’altro, e sono la maggioranza, emergono giudizi decisamente più acidi. GamesRadar non usa mezzi termini, concedendo un 2/5 e definendo l’opera una “vergogna” per lo studio, criticando meccaniche rampanti raffazzonate alla bell’e meglio e un level design troppo lineare. La sensazione che traspare dalle recensioni medie – con un Metascore stagnante intorno al 63 – è quella di assistere a un film di grande impatto estetico proiettato su un divano scomodo: l’esperienza seduce lo sguardo ma stanca le mani. Il salto nel buio dello spazio, per Don't Nod, non sembra aver pagato del tutto il biglietto per l’evasione.




