Incendio a Hong Kong, almeno 55 morti nel rogo del Wang Fuk Court
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La notte di Hong Kong si è illuminata di un bagliore sinistro, un riverbero rossastro che dalle altiere dell'isola segnalava una tragedia in corso nel quartiere di Tai Po. Un incendio di proporzioni gigantesche, divampato nel pomeriggio di mercoledì, ha infatti avvolto in un abbraccio mortale il complesso residenziale Wang Fuk Court, dove sette delle otto torri che lo compongono sono state divorate dalle fiamme con una rapidità impressionante. Le lingue di fuoco, propagateandosi con furia inarrestabile, hanno trasformato gli edifici in torce umane, costringendo a una fuga disperata centinaia di residenti mentre i vigili del fuoco, giunti sul posto con mezzi ingenti, combattevano una battaglia estenuante per contenere il rogo e portare in salvo quanti più abitanti possibile.
Il bilancio, ancora provvisorio, di una strage
Mentre le operazioni di spegnimento andavano avanti per ore, il bilancio delle vittime, destinato purtroppo a crescere, ha iniziato a delinearsi nella sua drammatica entità. Secondo quanto riportato dai Vigili del Fuoco e confermato dalla China Central Television, le persone che hanno perso la vita sono almeno cinquantacinque, un numero che fa di questa sciagura l'incendio più grave occorso a Hong Kong negli ultimi diciassette anni. Altre centoventitre, tra cui otto pompieri, hanno riportato ferite di varia natura, trovando ricovero nei nosocomi della città. La conta dei dispersi, che si aggira sulle centinaia di unità, rappresenta il dato più angosciante e incerto, poiché i soccorritori continuano indefessi le ricerche tra le macerie ancora fumanti, nella speranza di trovare superstiti.
La scena apocalittica del giorno dopo
All'alba del giorno successivo, lo scenario che si è presentato ai sopravvissuti e alle squadre di emergenza è stato di desolante devastazione. I grattacieli del Wang Fuk Court, un tempo simbolo di vita quotidiana, mostrano ora le loro strutture scheletriche e annerite, monumenti di un lutto improvviso e collettivo. L'esercito dei vigili del fuoco, visibilmente provato da una notte di lavoro incessante e da uno sforzo immane, prosegue nelle operazioni di bonifica e perlustrazione, mentre migliaia di sfollati, allontanati per sempre dalle proprie abitazioni, affrontano un futuro carico di incertezze e di dolore. La loro disperazione, sebbene silenziosa, è palpabile tra le strade di un quartiere sconvolto.
Le indagini e le prime misure giudiziarie
Parallelamente alle attività di soccorso, le autorità hanno avviato con celerità le indagini per accertare le dinamiche e le responsabilità che hanno portato a una tale catastrofe. Le fiamme, che si sono sviluppate con un'intensità e una velocità anomale, hanno sollevato interrogativi cruciali sulla sicurezza degli edifici e sulle possibili cause, siano esse di origine accidentale o dolosa. In merito a quest'ultimo aspetto, è emerso che tre persone sono state già tratte in arresto dalle forze dell'ordine locali, sebbene i dettagli sulle loro posizioni e sulle accuse specifiche non siano stati ancora divulgati al pubblico. L'inchiesta, che si preannuncia complessa e delicata, cercherà di fare piena luce su quanto accaduto.




