Deniz Undav, l'ex operaio che ha ribaltato la Costa d'Avorio ai Mondiali 2026
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Redazione Sport
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Un eroe inaspettato si è preso la scena ai Mondiali di calcio 2026, e la sua storia arriva da lontano, molto lontano. Nella notte di Toronto, la Germania ha conquistato la qualificazione ai sedicesimi di finale con una vittoria per 2-1 contro la Costa d'Avorio, ma il vero protagonista è stato Deniz Undav, un attaccante che fino a pochi anni fa lavorava in fabbrica e che ora, a suon di gol, si sta guadagnando un posto nella storia del calcio tedesco.
La partita contro gli africani si era messa male per i tedeschi: al 30' del primo tempo, Franck Kessié aveva portato in vantaggio la Costa d'Avorio, approfittando di un contropiede fulmineo che aveva sorpreso la difesa di Julian Nagelsmann. La Germania, che aveva schierato la stessa formazione del debutto, con Havertz al centro dell'attacco e Musiala alle sue spalle, faticava a trovare varchi in una difesa avversaria ben organizzata.
L'ingresso decisivo di Undav
Quando tutto sembrava inchinarsi verso un risultato negativo, Nagelsmann ha pescato dalla panchina il suo jolly. All'ora di gioco, il tecnico ha sostituito Jamal Musiala con Deniz Undav, una mossa che si è rivelata decisiva nell'economia della partita. Il classe 1996, attaccante dello Stoccarda, ha impiegato solo otto minuti per timbrare il cartellino: un tap-in vincente su assist di Nadiem Amiri ha ristabilito la parità e ridato slancio alla Germania.
Ma la notte di Undav non era finita. Nel pieno recupero, al 94', quando i tifosi si preparavano a un pareggio che avrebbe complicato i piani della nazionale, il numero 26 della Germania ha bucato la difesa avversaria con un inserimento chirurgico, siglando la doppietta che ha consegnato i tre punti e il pass per i sedicesimi alla sua squadra. Con questi due gol, Undav è salito a quota tre reti in due partite, condividendo la vetta della classifica marcatori con Lionel Messi e Jonathan David.
Da 150 euro al mese alla gloria mondiale
La parabola di Deniz Undav è un romanzo di rivalsa che ha dell'incredibile. Nato a Varel il 19 luglio 1996, il giorno stesso in cui si giocherà la finale del Mondiale, la sua carriera è iniziata tra mille ostacoli. Scartato a 17 anni dal Werder Brema per via di una statura giudicata insufficiente per il calcio che conta, Undav si è ritrovato a giocare nei dilettanti con l'Havelse, in quarta serie tedesca.
Il suo stipendio mensile era di 150 euro e per mantenersi lavorava in una fabbrica, dove i turni iniziavano alle quattro del mattino e lasciavano il tempo solo per allenarsi nel tardo pomeriggio.
Quella gavetta durissima, fatta di sacrifici e di un lavoro usurante, ha forgiato il suo carattere e la sua tenacia. Definito il "Jamie Vardy" tedesco per la sua storia simile a quella dell'attaccante inglese, Undav ha dovuto aspettare fino a 27 anni per esplodere in Bundesliga con lo Stoccarda, dove nella scorsa stagione ha chiuso alle spalle di Harry Kane nella classifica dei cannonieri. Ora, a 29 anni, sta scrivendo pagine indimenticabili in questa Coppa del Mondo, dimostrando che il talento, quando è sorretto dalla determinazione, prima o poi trova la sua strada.
Dopo la partita, anche Rudi Völler, direttore sportivo della nazionale, si è recato a complimentarsi con lui. Il ct Nagelsmann, che nelle settimane precedenti aveva avuto un confronto pubblico con il giocatore per il suo ruolo da riserva, ha aperto alla possibilità di schierarlo titolare nelle prossime sfide. L'ex operaio che in due partite ha risolto i problemi offensivi della sua nazionale ha cambiato le gerarchie: "Ho piena fiducia in Undav, è al meglio in questo Mondiale".




