La nave Ong sfida il governo e sbarca i migranti a Trapani
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Redazione Interno
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La nave Mediterranea Saving Humans ha disatteso l'ordine del Viminale, che le imponeva di raggiungere il porto di Genova, e ha fatto attraccare a Trapani per far scendere i dieci naufraghi soccorsi nel Mediterraneo centrale. Una scelta, quella del capomissione Beppe Caccia, definita "un atto di disobbedienza necessario", dettato dalle precarie condizioni di salute dei sopravvissuti, i quali – come ha riferito l’organizzazione – versavano in uno stato di forte debilitazione fisica e psicologica dopo la detenzione in Libia e il naufragio.
L’imbarcazione, che aveva effettuato il salvataggio a circa trenta miglia a nord di Tripoli nella notte tra mercoledì e giovedì, aveva ricevuto l’assegnazione del porto ligure, ma già nel pomeriggio di ieri erano iniziate le prime rimostranze da parte dell’equipaggio. Quest'ultimo ha giudicato "inumano e inaccettabile imporre altri tre giorni di navigazione" a persone che includevano tre minori non accompagnati di 14, 15 e 16 anni, oltre a cittadini curdi, egiziani e siriani.
La decisione di dirigersi verso la Sicilia, presa autonomamente, rappresenta l’ultimo episodio di un braccio di ferro ormai cronico tra le organizzazioni umanitarie e le autorità italiane. La Mediterranea Saving Humans, alla sua prima missione in quel quadrante di mare, ha fatto dunque rotta per Trapani, dove è approdata intorno alle 20.00 di sabato 23 agosto 2025, privilegiando la brevità del trasferimento rispetto al rigido protocollo imposto dal governo.




