Il Venezia travolge l'Avellino in 7 minuti, il Monza passa a Cesena: la fuga a due in Serie B è già realtà

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il turno infrasettimanale della Serie B, quello valevole per la ventottesima giornata e che si è disputato martedì, ha assunto fin da subito i contorni di un autentico bivio per le ambizioni di alta classifica, consegnando agli appassionati un verdetto chiaro e inequivocabile sulla griglia di partenza per la promozione diretta. Nella serata che ha visto scendere in campo cinque anticipi, a imporre il proprio ritmo sono state, con una ferocia e una continuità che non ammettono repliche, le due squadre che attualmente occupano il trono della classifica: il Venezia, capace di letteralmente annichilire l’Avellino con un perentorio 4-0 tra le mura amiche del Penzo, e il Monza, che ha espugnato il difficile terreno del Manuzzi di Cesena con un altrettanto significativo 3.

Per i lagunari di mister Giovanni Stroppa, la sfida contro gli irpini rappresentava un banco di prova delicato, complice la presenza sulla panchina avellinese di Davide Ballardini, tecnico subentrato da poco e alla ricerca della prima vittoria dopo due pareggi. E per lunghi tratti del primo tempo, in effetti, la partita è parsa in equilibrio, con l'Avellino che provava a chiudere gli spazi e a imbrigliare la manovra offensiva arancioneroverde. La svolta, netta e inaspettata nella sua repentinità, è maturata al minuto numero trentaquattro: un intervento scomposto e pericoloso di Gennaro Tutino ai danni di Franjic – un'entrata a gamba alta che l'arbitro Mucera non ha esitato a giudicare da rosso diretto – lasciava gli ospiti in dieci uomini e spalancava le porte della gara al Venezia. Da quel momento in poi, il copione è cambiato radicalmente, trasformandosi in un monologo a tinte arancio-verdi.

L’inferiorità numerica ha agito da detonatore per le qualità tecniche dei padroni di casa, che in sette minuti hanno confezionato tre reti che hanno chiuso anzitempo ogni discorso. Al trentasettesimo, una conclusione dalla distanza di Busio si stampava sulla traversa, ma sulla respinta il più lesto di tutti era Matteo Dagasso, che insaccava il vantaggio. Due minuti più tardi, il raddoppio: cross di Sagrado dalla destra e sfortunata deviazione nelle propria porta di Reale, beffardo autogol che tagliava le gambe all’Avellino. Prima dell’intervallo, al quarantaquattresimo, arrivava anche il tris firmato dallo stesso Busio, bravo a concludere da fuori area una ripartenza letale. Nella ripresa, nonostante l'ingresso di forze fresche, l'Avellino non è mai realmente uscito dal guscio, mostrando sì dignità e impegno – come avrebbe sottolineato a fine gara lo stesso Ballardini – ma palesando una sostanziale impotenza di fronte alla solidità e alla qualità di un Venezia che ha gestito senza patemi l’intera seconda frazione. Il poker, firmato ancora da un ispiratissimo Dagasso nel recupero, ha solo certificato un dominio schiacciante, reso ancor più amaro per i campani dall’espulsione nel finale del giovane Le Borgne, punito con un doppio giallo.

Sull’altra sponda del fronte cadetto, a Cesena, il copione non è stato da meno per intensità e autorità mostrata in campo. Il Monza di Paolo Bianco si presentava al Manuzzi forte di un ruolino di marcia impressionante e la squadra di casa, reduce da un periodo complicato, cercava l’impresa per scuotersi dalla classifica. E l’avvio dei romagnoli, in effetti, è incoraggiante: al sedicesimo minuto Shpendi, servito da Frabotta, impegna Thiam in una difficile respinta di piede. La risposta degli ospiti, però, è quella delle grandi squadre: cinica e immediata. Al venticinquesimo minuto, Azzi riceve palla sulla trequarti, controlla e lascia partire un siluro terra-aria che si infila all’incrocio dei pali, fulminando Klinsmann per lo 0. Il Cesena prova a reagire e trova subito un potenziale pareggio con Frabotta, ma l’arbitro annulla per un tocco di mano di Cerri a monte dell’azione, un episodio che spegne l’entusiasmo dei bianconeri.

Il Monza non perdona: al trentatreesimo, l’ormai incontenibile Azzi sfonda ancora sulla sinistra e mette in mezzo un assist al bacio per Patrick Cutrone, che da due passi non deve far altro che spingere in rete il definitivo 0. Nella ripresa, il copione non cambia: il Cesena prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo e colpisce anche un palo con Castagnetti, ma al venticinquesimo minuto resta in dieci anche lui, ma l'inerzia ormai è segnata. I padroni di casa restano in superiorità numerica per l'espulsione per doppia ammonizione dello stesso Azzi. Paradossalmente, però, è in dieci che il Monza trova il terzo gol: all’ottantaquattresimo, una ripartenza fulminante condotta da Bakoune termina con un assist perfetto per l’accorrente Petagna, che sigla il 3. Il gol della bandiera di Frabotta in pieno recupero serve solo a rendere meno amaro il passivo per un Cesena che, nonostante i fischi finali della curva, ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte a una corazzata in stato di grazia.

Colpo Südtirol a Reggio Emilia e ossigeno Entella: gli altri anticipi del martedì

Se le due capolista hanno fatto parlare di sé per la potenza offensiva e la solidità mostrata, il turno infrasettimanale ha regalato spunti interessanti anche dalle zone medio-basse della classifica, con risultati a sorpresa che potrebbero rivelarsi decisivi in ottica futura. Su tutti, spicca il roboante 4-0 con cui il Südtirol si è imposto sul campo della Reggiana. Una vittoria, quella degli altoatesini, che non solo rilancia le ambizioni di play-off della squadra, ma che porta la firma di una prova di forza collettiva impressionante: a segno Kofler, Pecorino, Casiraghi e Merkaj, per un successo che non ammette repliche e che proietta i biancorossi in una zona di classifica improvvisamente interessante.

Nell’altra sfida del martedì, a trovare ossigeno prezioso è stata la Virtus Entella, che ha superato in rimonta un Modena apparso sottotono e forse ancora frastornato dal ko interno con il Padova di pochi giorni prima. A Chiavari, la partita si è sbloccata solo nel finale del primo tempo: al quarantaquattresimo, Del Lungo porta in vantaggio i liguri con una conclusione rasoiata dal limite, ma la gioia dura solo un giro di lancette, perché al quarantasettesimo arriva il pronto pareggio di Tonoli per i canarini. Nella ripresa, il Modena ha l’occasione d’oro per passare in vantaggio con Beyuku, che però, a tu per tu con il portiere, centra in pieno la traversa. Errore che, puntuale, arriva il contropiede beffardo: all’ottantacinquesimo, Karic fredda Chichizola e regala all’Entella tre punti fondamentali per la lotta salvezza, nonostante l’espulsione nel finale dello stesso Karic per essersi tolto la maglia in esultanza.

Classifica e primo verdetto: la volata a due per la A è già iniziata

A conti fatti, al termine di questa prima tornata di gare infrasettimanali, il messaggio che arriva dal campionato cadetto è inequivocabile. Venezia e Monza, con le loro vittorie nette e convincenti, allungano il passo e si proiettano verso la promozione diretta con una consapevolezza nei propri mezzi che rasenta l’autorevolezza. Per una notte, il loro vantaggio sulla terza in classifica, il Frosinone, sale a quota sei punti, un margine che, seppur ancora colmabile vista la lunghezza del torneo, inizia a pesare come un macigno sulle spalle delle inseguitrici. La sensazione, netta, è che le due corazzate abbiano ingranato una marcia superiore, sfruttando la propria superiorità tecnica e la solidità dei propri organici per gestire con maturità anche le insidie di turni infrasettimanali e campi difficili. L’uno-due messo a segno nella ripresa da entrambe, pur in contesti diversi, è la fotografia di due squadre che sanno attendere il momento giusto per colpire, senza mai perdere la bussola. La Serie B, da qui in avanti, potrebbe presto trasformarsi in una volata a due, con il resto del gruppo chiamato a inseguire e a sperare in un passo falso che, al momento, appare quanto mai improbabile.

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