Il razzo New Glenn di Blue Origin esplode a Cape Canaveral: Bezos parla di “giornata difficile”
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Redazione Esteri
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La competizione spaziale, che muove miliardi di dollari e ambizioni quasi illimitate, ha subito una brusca battuta d’arresto nella serata di giovedì 28 maggio, quando un razzo New Glenn della Blue Origin è esploso sulla piattaforma di lancio del complesso 36 a Cape Canaveral, in Florida.
Il测试, un'accensione statica (hotfire test) necessaria per verificare i propulsori del vettore prima di una missione operativa, ha avuto un epilogo violento intorno alle 21:00 locali (le 3:00 del mattino in Italia): una palla di fuoco di proporzioni enormi, visibile per chilometri, ha avvolto il razzo, provocando un boato che ha fatto tremare le abitazioni dei residenti tra Cape Canaveral e Cocoa Beach.
Sebbene le immagini diffuse dai media mostrino una deflagrazione catastrofica che ha ridotto in rottami il vettore alto come un palazzo di 29 piani, la notizia più rilevante – e che Bezos ha tenuto a sottolineare immediatamente – riguarda l’incolumità del personale, tutto rintracciato e in salvo.
L’anomalia tecnica e l’immediata reazione di Bezos
In una nota pubblicata sul proprio account ufficiale, l’azienda ha definito l’accaduto semplicemente come “un’anomalia”, un termine tecnico che nel gergo del settore aerospaziale tende a mascherare l’entità dell’incidente, ma che in questo caso non è bastato a celare l’evidenza delle fiamme e del fumo che si levavano dal terreno.
Mentre i detriti fumanti cadevano sulla rampa, Jeff Bezos, fondatore di Amazon e proprietario di Blue Origin, ha rotto il silenzio con un post che mescolava trasparenza e determinazione: “È troppo presto per conoscere la causa principale, ma stiamo già lavorando per individuarla. Una giornata davvero difficile, ma ricostruiremo tutto ciò che c’è da ricostruire e torneremo a volare. Ne vale la pena”.
Questa dichiarazione, pubblicata mentre le squadre di emergenza della Space Force mettevano in sicurezza l’area, serve a rassicurare investitori e partner commerciali sul fatto che il programma, nonostante i miliardi già spesi, non verrà abbandonato.
Lo scontro (mediatico) tra Musk e Bezos
Non poteva mancare, in un contesto di rivalità tecnologica e personale che dura ormai da un decennio, la reazione dell’altro magnate dello spazio. Elon Musk, che con la sua SpaceX domina il settore dei lanci commerciali e che ha recentemente assistito a incidenti simili con la propria flotta, ha commentato il video dell’esplosione con un tweet asciutto ma eloquente: “Very unfortunate. Rockets are hard” (Molto sfortunato. I razzi sono difficili). Una dichiarazione che, seppur priva di sarcasmo esplicito, riassume perfettamente la durezza ingegneristica del settore.
Per Musk, la deflagrazione del New Glenn rappresenta un intoppo per il principale rivale che, sulla carta, dovrebbe trasportare i satelliti della costellazione Kuiper di Amazon – diretta concorrente dello Starlink di Musk – proprio a partire da quella rampa di lancio.
Le implicazioni per il programma lunare Artemis e la sicurezza pubblica
Al di là della spettacolarità dell’incendio e del botta e risposta tra i due miliardari, l’esplosione del New Glenn – il cui nome omaggia l’astronauta John Glenn – solleva interrogativi concreti sulle prossime missioni. Il razzo era infatti in fase di preparazione per un lancio previsto al momento non specificato, che avrebbe dovuto mettere in orbita bassa 48 satelliti per la rete internet di Amazon.
Tuttavia, il nodo più delicato riguarda il coinvolgimento della NASA: l’amministratore dell’agenzia ha già assicurato il supporto per un’indagine approfondita, e dalle parole usate traspare la preoccupazione per eventuali ripercussioni sui programmi lunari Artemis e Moon Base, che contano proprio su veicoli pesanti come questo per il trasporto di rifornimenti e moduli abitativi.
Per ora, le autorità locali hanno escluso rischi per la popolazione generale, specificando che il disastro rientra in un’attività non regolata dalla licenza FAA, e che i danni – pur ingenti – restano confinati alla proprietà di Space Launch Complex 36.




