Nepal in ginocchio tra alluvioni e valanghe: almeno 14 morti, 11 dispersi e un campo base distrutto
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Redazione Esteri
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Violente piogge stanno flagellando il Nepal provocando inondazioni e frane che hanno causato almeno 14 morti e 11 dispersi. Lo stato di allerta, dovuto al costante innalzamento del livello dei principali corsi d'acqua, interessa 49 dei 77 distretti del Paese, mentre le autorità locali hanno disposto l'evacuazione delle aree più a rischio lungo i bacini fluviali.
Emergenza idrica e distretti sott'acqua
Le precipitazioni incessanti hanno fatto salire pericolosamente il livello del fiume Narayani nel distretto di Nawalparasi, dove l'acqua ha raggiunto gli 8,98 metri presso la stazione di Devghat, avvicinandosi alla soglia di guardia fissata a nove metri. Nella giornata di sabato, le esondazioni dei fiumi Narayani e Saptakoshi avevano già sommerso 389 abitazioni nei distretti di Nawalparasi West e Saptari, costringendo centinaia di famiglie a lasciare le proprie case.
A Susta, più di 200 edifici sono finiti sott'acqua e circa 400 residenti sono stati trasferiti in un centro di accoglienza per la gestione delle emergenze, mentre le squadre di soccorso della Polizia nepalese e della Forza di Polizia Armata sono state dispiegate per le operazioni di evacuazione.
La situazione resta critica anche lungo il fiume Kaligandaki, dove l'innalzamento delle acque ha costretto sette famiglie a lasciare le proprie abitazioni a Ridi. Nella zona di Palpa, le esondazioni hanno raggiunto parte dell'area di Rani Mahal, mettendo a rischio lo storico palazzo e allagando una mezza dozzina tra alberghi, resort e negozi. A Pokhara, il fiume Seti ha formato un lago temporaneo presso Ramghat a causa del restringimento del deflusso, spingendo l'amministrazione distrettuale di Kaski a diramare un avviso di allerta per i residenti delle zone rivierasche.
Valanga sull'Himlung Himal: campo base travolto
A poca distanza dalle emergenze legate alle alluvioni, una valanga ha travolto nella mattinata di domenica il campo base dell'Himlung Himal, montagna di 7.126 metri situata nel distretto di Manang, nel Nepal settentrionale. La massa di neve ha raggiunto direttamente l'area attrezzata per la stagione alpinistica autunnale, seppellendo diverse tende e coinvolgendo 16 membri dello staff delle spedizioni, tra cui 14 addetti alla cucina e al campo appartenenti a due team e due guide. Tutte le persone coinvolte sono nepalesi; al momento dell'incidente non erano presenti alpinisti stranieri.
Secondo quanto riferito dall'Associazione Nazionale delle Guide Alpine del Nepal, due guide sono state trovate senza vita, mentre proseguono le ricerche per gli altri dispersi. Una squadra di soccorso composta da quattro membri, guidata dalla guida alpina Mingma Gyalje Sherpa, ha raggiunto il sito della valanga in elicottero e ha avviato le operazioni di ricerca. Altri quattro soccorritori sono in attesa all'aeroporto, pronti a essere dispiegati non appena necessario.
Le comunicazioni nella zona restano instabili, rendendo difficoltoso verificare la posizione e lo stato delle persone ancora non rintracciate.
Il contesto di un Paese già devastato
Le ultime precipitazioni giungono a distanza di poche settimane dal distaccamento di un ghiacciaio avvenuto a fine agosto vicino al confine con la Regione Autonoma del Tibet, che aveva scatenato frane e un'inondazione con un bilancio terribile: oltre 1.450 vittime e più di 5.000 dispersi. A un mese di distanza, le autorità nepalesi continuano a fare i conti con le conseguenze di quella catastrofe, mentre la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate richiederà ingenti risorse economiche.
Le nuove piogge torrenziali rischiano ora di aggravare ulteriormente una situazione già segnata da infrastrutture fragili e terreni saturi d'acqua.
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