Rubio avverte l'Europa: l'Occidente rischia il declino

Rubio avverte l'Europa: l'Occidente rischia il declino
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Marco Rubio lancia da Atene un avvertimento sul futuro dell'Occidente: senza una svolta politica, economica e militare, Europa e Stati Uniti rischiano di perdere il proprio ruolo di guida nel mondo. Il segretario di Stato americano ha pronunciato il 7 ottobre un discorso ai piedi dell'Acropoli, presentando il prossimo decennio come un passaggio decisivo per la civiltà occidentale, chiamata a scegliere tra il rafforzamento della propria potenza e un futuro segnato dal declino.

Il richiamo ai valori dell'antica Grecia e la critica al nazionalismo dimenticato

La cornice scelta per l'intervento è stata la collina della Pnice, luogo in cui nell'antichità si riuniva l'assemblea dei cittadini ateniesi, con il Partenone sullo sfondo. Da questo luogo simbolico, il capo della diplomazia americana ha ricostruito le radici culturali e politiche dell'Occidente, individuando nell'antica Grecia l'origine di valori come eroismo, onore, dovere, ambizione individuale e ricerca della conoscenza. Nel suo racconto, queste caratteristiche hanno attraversato Roma, il cristianesimo europeo e la nascita della repubblica americana, contribuendo a formare le istituzioni e l'identità degli Stati moderni.

Rubio ha ricordato anche la resistenza degli ateniesi contro l'invasione persiana del 480 avanti Cristo e la successiva ricostruzione dei monumenti distrutti. Un esempio utilizzato per esaltare la capacità di affrontare sacrifici, sconfitte e difficoltà senza rinunciare alle proprie aspirazioni. Ha poi richiamato Platone, Aristotele e Plutarco, sottolineando l'influenza del pensiero classico sui fondatori degli Stati Uniti e sulla formazione delle istituzioni democratiche occidentali.

Il discorso ha assunto toni più politici quando il segretario di Stato ha accusato le società occidentali di avere progressivamente abbandonato la fiducia nella propria storia. A suo giudizio, il nazionalismo è stato trasformato in una parola negativa, mentre la prosperità e i successi del passato sono diventati motivo di imbarazzo. Ha criticato la tendenza a considerare l'appartenenza nazionale meno importante degli interessi globali, sostenendo che i governi debbano rispondere innanzitutto ai propri cittadini. Una posizione direttamente collegata alla dottrina America First promossa dal presidente Donald Trump.

Tra gli errori attribuiti alle classi dirigenti figurano l'apertura delle frontiere, la delocalizzazione delle attività industriali, l'indebolimento degli apparati militari e il trasferimento di competenze a organismi internazionali. Secondo il diplomatico, queste scelte hanno ridotto la capacità delle nazioni occidentali di controllare il proprio destino, mentre altre potenze hanno accresciuto la loro influenza economica e strategica. Nel suo intervento ha contestato anche le concezioni politiche che privilegiano la sicurezza e l'assenza di rischi rispetto alla competizione e alla ricerca dell'eccellenza.

America First, industria e difesa: la strategia proposta da Washington

La risposta indicata dall'amministrazione americana consiste nel recupero della sovranità nazionale e nel rafforzamento della capacità produttiva. Gli obiettivi elencati comprendono il controllo delle catene di approvvigionamento strategiche, la reindustrializzazione dell'economia, la ricostruzione delle capacità di difesa e la conquista di posizioni dominanti nelle tecnologie emergenti. Il programma riguarda settori come semiconduttori, minerali critici, sicurezza informatica, droni, sistemi d'arma e intelligenza artificiale avanzata, considerati essenziali nella nuova competizione internazionale.

All'interno di questa visione trovano spazio anche l'espansione della produzione energetica, il rilancio delle fabbriche e l'esplorazione spaziale, con il ritorno degli astronauti sulla Luna. Il riferimento storico utilizzato dal segretario di Stato collega lo spirito degli esploratori europei alle imprese scientifiche e industriali americane. La politica estera descritta nel discorso attribuisce inoltre un ruolo centrale alla forza militare: la diplomazia, nella prospettiva della Casa Bianca, deve essere sostenuta da strumenti di difesa credibili e dalla disponibilità a impiegarli quando il confronto politico non produce risultati.

All'Europa è stato rivolto un invito a uscire dal proprio lungo torpore e a rafforzarsi sul piano sociale, economico e militare. Rubio ha ribadito che Washington desidera alleati solidi, perché la maggiore capacità dei singoli Paesi di affrontare le minacce contribuisce alla sicurezza collettiva della Nato. Ha indicato come segnali incoraggianti l'aumento della spesa europea per la difesa, l'espansione di alcune attività manifatturiere e la nascita di nuove collaborazioni industriali, richiamando gli impegni assunti dai Paesi dell'Alleanza al vertice dell'Aia del 2025.

Il messaggio riprende temi già affrontati dal capo della diplomazia statunitense alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco dello scorso febbraio, quando aveva criticato la migrazione di massa e la deindustrializzazione europea. Il nuovo intervento arriva inoltre in una fase segnata dalla guerra in Ucraina, dal conflitto con l'Iran e dalle tensioni nei rapporti transatlantici. Anche il vicepresidente JD Vance aveva contestato, durante il suo intervento a Monaco nel 2025, l'allontanamento dei governi europei da quelli che l'amministrazione americana considera valori fondamentali condivisi.

Accordi militari con la Grecia per 4 miliardi di dollari

La visita nella capitale ellenica ha avuto anche una dimensione diplomatica e militare concreta. Al termine della sesta sessione del Dialogo strategico tra Washington e Atene, guidata insieme al ministro degli Esteri greco Giorgos Gerapetritis, gli Stati Uniti hanno annunciato vendite di equipaggiamenti militari per un valore complessivo di 4 miliardi di dollari. Le forniture sono destinate a sostenere i programmi di difesa greci di lungo periodo e a migliorare l'interoperabilità tra le rispettive forze armate, favorendo anche nuove forme di cooperazione nell'industria della difesa.

I colloqui bilaterali hanno riguardato inoltre energia, investimenti, commercio e sicurezza regionale. I due governi hanno concordato di rafforzare la collaborazione contro il terrorismo attraverso un programma di condivisione delle informazioni tra le rispettive autorità di polizia, accompagnato da un memorandum d'intesa. La cooperazione comprende anche il contrasto alla tratta di esseri umani e alle minacce connesse ai movimenti migratori irregolari, settori nei quali il Paese mediterraneo svolge un ruolo strategico per la sicurezza delle frontiere europee.

La Grecia ospita importanti infrastrutture militari statunitensi e partecipa alle attività di sicurezza marittima nel Mediterraneo orientale e nel Mar Rosso. Nel corso degli incontri, il ministro degli Esteri ellenico ha dichiarato la disponibilità del proprio Paese a contribuire con assistenza navale alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, subordinando tale eventualità all'esistenza di un processo di pace concretamente praticabile. La posizione si inserisce nelle consultazioni internazionali sulla sicurezza delle rotte commerciali ed energetiche interessate dal conflitto mediorientale.

La tappa greca ha fatto parte di un viaggio diplomatico che ha compreso anche Islanda e Portogallo. Durante la visita islandese, il segretario di Stato aveva affrontato la possibilità di ampliare la presenza militare americana nell'Artico, precisando che eventuali iniziative sarebbero state concordate con le autorità locali. A Lisbona, ultima destinazione della missione, i colloqui hanno incluso l'utilizzo della base aerea di Lajes, nelle Azzorre, per il rifornimento degli aerei statunitensi, autorizzato dal governo portoghese a condizioni legate al rispetto del diritto internazionale.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.