Il Napoli trema per Rrahmani: ennesimo stop muscolare, domani gli esami del timore

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Si è conclusa con un punto e con l’ennesimo allarme dall’infermeria la sfida del Maradona tra Napoli e Roma. Mentre la rimonta firmata Alisson regalava un pareggio amaro ai giallorossi ma prezioso per i partenopei, nello spogliatoio azzurro cresceva la preoccupazione per le condizioni di Amir Rrahmani. Il difensore kosovaro, infatti, è stato costretto ad alzare bandiera bianca nel corso della ripresa, lasciando i compagni in dieci per qualche minuto e, soprattutto, gettando un’ombra sinistra sul prosieguo della stagione. L’edizione odierna de Il Mattino parla chiaro: si teme l’ennesimo guaio muscolare per un calciatore che, negli ultimi mesi, è diventato purtroppo un habitué della lista degli indisponibili.

La dinamica, a rivederla, è quella classica che fa scattare tutti gli allarmi in casa Napoli. Rrahmani, nel tentativo di rincorrere Wesley lanciato a rete, ha accelerato la falcata per poi accartocciarsi su sé stesso un istante prima del contatto con l’avversario. Un movimento innaturale, la smorfia sul volto e la mano subito a stringere la coscia sinistra. Un’immagine, questa, fin troppo familiare per chi segue le vicende del club. L’iperestensione del muscolo, mentre cercava di chiudere sull’esterno romanista, ha riaperto una ferita mai rimarginata del tutto: quella di una muscolatura che, nel corso di questa annata, ha già tradito il centrale per ben tredici partite, un dato che da solo racconta la fragilità fisica di un reparto difensivo che con lui perde la sua colonna portante.

Sarà la giornata di oggi, con il rientro della squadra a Castel Volturno, a fornire i primi riscontri tangibili, ma la sensazione è che ci si trovi di fronte a qualcosa di più serio di un semplice affaticamento. Gli esami strumentali in programma domani avranno il compito di fugare ogni dubbio, ma il timore che si tratti di una lesione – magari collegabile ai precedenti stop – è palpabile nell’ambiente. Se per Scott McTominay, out anche lui, le sensazioni sono decisamente più rassicuranti (tanto da far pensare a un rientro già per la prossima sfida), per Rrahmani il discorso è ben diverso. Il centrocampista scozzese, infatti, sembra aver smaltito i propri acciacchi, ma la situazione del kosovaro è appesa a un filo, un filo che negli ultimi tempi si è strappato con fin troppa facilità.

Mentre lo staff medico attende la scienza per avere risposte, Antonio Conte è costretto a fare i conti con una coperta sempre più corta. La buona notizia, se così vogliamo chiamarla, arriva dal fronte opposto: dalla squalifica è rientrato Juan Jesus, che potrebbe sopperire all’assenza. Ma il tecnico salentino sa bene che il recupero di Rrahmani – o la sua ennesima perdita – potrebbe influenzare pesantemente le scelte tattiche future. Una settimana di sosta può significare molto, specialmente quando si ha a che fare con i muscoli: quello che conta, ora, è capire se l’allarme rientrerà o se si trasformerà in un nuovo, lungo incubo.

Il terzo stop in una stagione maledetta

Non è la prima volta che Rrahmani si ferma, e questo è forse l’aspetto che più preoccupa l’ambiente. Il difensore kosovaro, infatti, aveva già saltato diverse partite a inizio stagione per un problema analogo, salvo poi ristabilizzarsi e diventare, fino a ieri, uno dei pochi punti fermi di un reparto bersagliato dalla sfortuna. La zona incriminata, questa volta, è sempre la coscia sinistra: si parla di un fastidio muscolare avvertito durante lo sforzo, ma la parola d’ordine a Castel Volturno è prudenza, tanta prudenza.

Roma, una notte agrodolce

Mentre il Napoli incrocia le dita, la Roma di Gasperini mastica amaro per la caviglia di Wesley, uscito malconcio dallo stesso contrasto. Ma se per l’esterno giallorosso la speranza è di rivederlo presto, per Rrahmani il quadro è più complesso. Il pareggio del Maradona, firmato da un subentrato Alisson che ha regalato spettacolo e goal, lascia in eredità ai partenopei un punto e una lunga scia di interrogativi. Perché se in campo la rimonta ha dimostrato carattere, fuori dal rettangolo verde la lotta per tenere insieme i pezzi di una rosa martoriata sta diventando la vera partita di Conte.

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