Pericolo valanghe marcato nel Cuneese dopo la nevicata eccezionale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il risveglio è stato di quelli che lasciano senza fiato, con un silenzio insolito avvolto nel bianco, ma la magia della neve, che ha steso il suo manto candido fino alle porte di Torino e nelle colline, nasconde ora una minaccia concreta per le vallate alpine. L'Arpa Piemonte, infatti, ha diramato un bollettino che non lascia spazio a fraintendimenti, indicando per domani, domenica 25 gennaio, un pericolo valanghe "Marcato", corrispondente al grado 3 su una scala di cinque e segnalato in arancione. Una condizione che interessa gran parte del territorio montuoso della provincia di Cuneo, dalle valli monregalesi fino alle aree della Maira e della Grana, passando per la Varaita, la valle Po, quelle del Gesso e della Vermenagna, senza tralasciare la valle Stura.

La genesi di un quadro critico

La situazione, che impone massima cautela a chiunque avesse in programma di avventurarsi in ambiente innevato, è la diretta conseguenza del violento episodio perturbato che ha colpito il Nord-Ovest. Una circolazione depressionaria, risalita dal Golfo del Leone, ha infatti innescato un peggioramento rapido e generalizzato, il quale, portando la quota neve a crollare con decisione, ha permesso alle precipitazioni di imbiancare persino le basse quote. Se le prime fasi erano state caratterizzate da fenomeni deboli, l'intensità è cresciuta progressivamente, concentrandosi con particolare vigore sul settore sudoccidentale del Piemonte, dove gli accumuli hanno raggiunto livelli notevoli.

Uno scenario d'altri tempi

Il risultato è stato quello di uno spettacolo glaciale, una di quelle immagini d'epoca che sembravano ormai relegate al ricordo: l'intera regione, dalla pianura alle vette più alte, si è ritrovata trasformata in una distesa bianca e immacolata, con la neve che ha fatto la sua apparizione anche in città e, nella notte, ha ricoperto persino la collina torinese. Nel Cuneese, in particolare, il fenomeno è stato copioso, lasciando la città capoluogo sotto uno strato bianco e trasformando località come Limone Piemonte in autentiche cartoline natalizie, uno scenario che, se da un lato affascina, dall'altro modifica radicalmente l'assetto del manto nevoso sui pendii.

La fragile stabilità del manto nevoso

È proprio questa trasformazione, del resto, a costituire il cuore del problema. Le nuove nevicate, abbondanti e portate da venti che ne hanno influenzato la deposizione, si sono sovrapposte a strati preesistenti, creando un insieme strutturalmente debole e soggetto a squilibri. Il pericolo "Marcato" significa, tecnicamente, che il distacco di valanghe è possibile già con un debole sovraccarico aggiuntivo, persino quello provocato da un singolo sciatore o escursionista, e che tali distacchi possono interessare porzioni consistenti di versante. Una condizione, questa, che richiede una valutazione estremamente attenta e locale, sconsigliando decisamente l'avventurarsi fuori dalle piste battute e in zone non controllate, dove il rischio di rimanere coinvolti in una slavina diventa reale e concreto.

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