Pro Recco, la Champions sfuma all’ultima stoccata: Barceloneta vince 17-16
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Redazione Sport
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La dodicesima Coppa, quella che avrebbe impreziosito ulteriormente una bacheca già traboccante di trofei, resterà per ora un miraggio. La Pro Recco, nonostante una partita giocata con grande personalità per larghi tratti, ha dovuto cedere il passo al Barceloneta nella finale della Len Champions League, disputatasi al Tal-Qroqq Complex di Msida, a Malta. Il punteggio finale, 17-16 per i catalani, racconta di un equilibrio perfetto, di una partita decisa dai dettagli e dalla maggiore lucidità degli spagnoli nei momenti cruciali dell’ultimo quarto.
La corazzata ligure, allenata dal croato Sandro Sukno, inseguiva il primato assoluto nel torneo; dall’altra parte, i catalani hanno invece centrato il loro secondo successo continentale, dopo quello casalingo del 2014.
Una partita dai mille rivolgimenti, tra rimonte e percentuali da manuale
Ci si aspettava una sfida tattica, ma l’incontro ha subito preso una piega spettacolare, trasformandosi in un vero e proprio corpo a corpo offensivo. Il primo parziale si è chiuso sul 6-6, sintomo di due squadre che facevano della potenza di tiro la loro arma migliore. La Pro Recco, complice una percentuale chirurgica in superiorità numerica, ha provato a scappare nella seconda frazione. I parziali di 10-7 e successivamente 11-8 sembravano poter indirizzare la contesa, alimentando le speranze dei campioni d’Italia, che all’intervallo lungo conducevano 12-11.
Un dato, quest’ultimo, che sottolineava la perfezione offensiva dei liguri: a metà gara vantavano un clamoroso 100% nell’extraplayer, concretizzando 8 occasioni su 8 contro i tiri del portiere avversario Aguirre, apparso in quell’arco di tempo insolitamente vulnerabile.
L’orgoglio catalano e le parate decisive negli ultimi minuti
Tuttavia, la formazione guidata da Fernandez non ha mai smesso di crederci, dimostrando quella resilienza che già era emersa in semifinale. La rimonta è iniziata nel corso del terzo tempo, quando il Barceloneta ha ricucito lo strappo portandosi sul 14-14. Nell’ultimo quarto, con il punteggio in bilico, è emersa la differenza: da una parte la precisione spietata di Biel Lara, autore di una tripletta personale che ha incanalato la rimonta, e dall’altra la capacità di mantenere il sangue freddo nei momenti di maggiore pressione.
Per la Pro Recco, non sono bastate le prestazioni eccellenti di Iocchi Gratta e Condemi, entrambi autori di tre reti. Il portiere Nicosia, vera diga della sua squadra, ha provato a tenere a galla i suoi con due parate decisive su altrettanti rigori calciati da Sanahuja, interventi che però non sono riusciti a evitare la stoccata finale degli iberici.
Le storie incrociate di una finale dal sapore familiare
A rendere ancora più affascinante il copione della serata è stato il gioco delle “ex” contrapposte, un intreccio di destini che ha aggiunto pepe a una contesa già rovente. Francesco Di Fulvio, capitano e anima della Pro Recco, pescarese di 32 anni, inseguiva la sua quinta Champions League, la prima indossando la fascia da capitano. Di fronte, però, trovava non solo un avversario temibile, ma volti noti come quelli di Velotto ed Echenique, compagni proprio nella cavalcata vittoriosa del Barceloneta nel lontano 2014.
Dall’altra parte, l’attaccante Granados Ortega si trovava a giocare contro la sua ex squadra, un’ulteriore motivazione in una partita dove ogni singolo centimetro di vasca era conteso. Alla fine, la spunta il collettivo catalano, che condanna la Pro Recco alla seconda sconfitta consecutiva nella finalissima di Malta, confermando un’isola amara per le ambizioni biancocelesti.




