Champions League di pallanuoto, la Pro Recco cede il titolo al Barceloneta nella finale di Malta
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Redazione Sport
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La delusione più grande, per una squadra abituata a vincere, arriva spesso quando la prestazione è di altissimo livello eppure il risultato non sorride. La Pro Recco ha sperimentato questa amara sensazione nella finalissima della Champions League disputata a Gzira, in quel di Malta, dove il sogno di riconquistare il trofeo continentale si è infranto contro la solidità e la precisione chirurgica del Barceloneta.
Il punteggio finale, 17 a 16 per i catalani, racconta di un match equilibratissimo deciso soltanto nei minuti conclusivi, un susseguirsi di emozioni e colpi di scena che hanno tenuto gli appassionati col fiato sospeso fino all’ultimo secondo.
La corazzata ligure, allenata da Sandro Sukno, si presentava alla sua sesta finale consecutiva nel massimo torneo europeo, un traguardo che testimonia la continuità e il valore assoluto del progetto tecnico, eppure stavolta non è bastato per avere la meglio su una formazione spagnola che ha dimostrato una tenacia fuori dal comune.
La partita, sin dalle prime battute, si è rivelata un autentico thriller: il Barceloneta è partito forte portandosi sul 2-0 con Munarriz e Gomila, ma la reazione dei campioni d’Italia è stata immediata. La qualità offensiva, con giocatori del calibro di Di Fulvio e Fondelli, ha permesso a Recco di impattare e addirittura di costruirsi un vantaggio consistente, toccando il +3 nella seconda frazione di gioco (10-7), un margine che sembrava poter indirizzare la contesa.
La rimonta spagnola firmata Biel Lara e l’eroismo di Nicosia
A fare la differenza, però, è stata la capacità del Barceloneta di non disunirsi nei momenti difficili; al contrario, gli uomini di Francisco Fernandez hanno saputo sfruttare ogni minimo calo di tensione degli avversari. Nel terzo tempo, dopo un parziale che aveva visto la Pro Recco chiudere avanti 12-11, i catalani hanno operato il contro-sorpasso.
Il protagonista assoluto di questa rimonta è stato Unai Biel Lara, la cui tripletta è risultata letale: i suoi gol, in particolare quelli messi a segno nel corso del quarto periodo, hanno prima riportato in parità la sfida e successivamente scavato il solco decisivo (17-15) a pochi minuti dal termine. Non si può parlare di questa finale senza menzionare la prestazione del portiere del Recco, Nicosia, la cui prova è stata semplicemente monumentale.
L’estremo difensore italiano ha neutralizzato ben due tiri dal dischetto, un’impresa rarissima in una gara così importante, negando la gioia del gol a rigoristi avversari e tenendo in vita le speranze della sua squadra fino all’ultimo, quando l’ennesimo tentativo di rimonta firmato Iocchi Gratta si è infranto contro la difesa spagnola.
L’impresa storica del Barceloneta e l’incolmabile rimpianto per i liguri
Per il club spagnolo si tratta di un’impresa dalle proporzioni storiche, rappresentando la seconda Champions League della sua bacheca dopo quella conquistata nel lontano 2014. A rendere il successo ancora più eclatante è il percorso netto effettuato dalla squadra, che ha vinto tutte le partite disputate in questa edizione della manifestazione, una perfezione statistica che raramente si verifica in competizioni di così alto livello.
Dai liguri, viceversa, resta l’amaro in bocca per un’occasione mancata: la squadra di Sukno ha dominato a tratti, ha mostrato una fluidità offensiva notevole (specie nelle superiorità numeriche, dove ha viaggiato a percentuali altissime), ma alla resa dei conti ha pagato una leggera fragilità difensiva nei frangenti caldi del match. Il parziale di 3-2 nell’ultimo quarto è la fotografia perfetta di un finale in cui il Barceloneta ha avuto quel pizzico di cinismo in più, riuscendo a proteggere il vantaggio quando la stanchezza e la pressione facevano sentire il loro peso.




