Enel, saldo cedola in pagamento da luglio: dividendo in crescita e conti attesi il 30
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Redazione Economia
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Lunedì 20 luglio è stato lo stacco della cedola Enel, con il saldo del dividendo che sarà messo in pagamento a partire dal 22 luglio. L'appuntamento, molto atteso dagli azionisti, porta con sé un segnale decisamente positivo: il dividendo complessivo riconosciuto dal gruppo energetico guidato dall'amministratore delegato Flavio Cattaneo è in crescita rispetto allo scorso anno, a conferma della capacità della società di creare valore e rafforzare la remunerazione per gli investitori.
Agli azionisti spetta un saldo di 0,26 euro per azione, che si aggiunge all'acconto di 0,23 euro già distribuito a gennaio; il totale arriva così a 0,49 euro per azione, in aumento del 4% rispetto ai 0,47 euro del 2025.
Un dividendo in crescita costante e le prospettive per il triennio
La progressione della cedola è un fatto ormai consolidato. Guardando indietro, dal 2023, data dell'insediamento di Flavio Cattaneo, il dividendo è passato da 0,40 euro per azione (relativi all'esercizio 2022) agli attuali 0,49 euro, segnando un incremento di oltre il 20%. Un risultato che ha contribuito a sostenere il titolo, negoziato intorno a quota 10 euro per azione, un significativo apprezzamento rispetto ai circa 6 euro del maggio 2023.
Non solo: secondo un'analisi di CoMar, Enel si conferma la partecipata del Ministero dell'Economia e delle Finanze con il maggior valore in Borsa, un primato che ne sottolinea il peso strategico nel panorama italiano.
A sostenere le prospettive future c'è il Piano Industriale 2026, che punta a rafforzare gli investimenti nelle reti, nelle rinnovabili e nelle infrastrutture energetiche; il gruppo ha indicato la prospettiva di un ulteriore incremento della remunerazione, con un dividendo per azione stimato in crescita a un tasso medio annuo del 6% circa nel triennio 2026-2028.
I conti del primo semestre 2026: le attese di Citi e Equita
L'attenzione degli investitori è ora puntata sul 30 luglio, quando Enel pubblicherà i risultati del primo semestre del 2026. Le attese degli analisti sono per un quadro solido. Citi, in particolare, stima un ebitda ordinario pari a 11,709 miliardi di euro, in crescita di circa il 2% su base annua, sostenuto da voci straordinarie legate al business nella penisola iberica e dalla forza del real brasiliano che favorisce le attività in America Latina.
Questi elementi positivi, secondo la banca d'affari, dovrebbero essere in parte compensati da un contributo inferiore dell'Italia a causa della normalizzazione dei margini nella gestione dell'energia. Al di sotto dell'ebitda, Citi prevede che l'aumento degli oneri finanziari e della pressione fiscale possa incidere sull'utile netto ordinario, stimato a 3,776 miliardi. Equita Sim, guardando al solo secondo trimestre, si attende invece un ebitda ordinario a 5,660 miliardi di euro (+3% anno su anno) e un utile netto ordinario a 1,837 miliardi (+1%).
La sim milanese ritiene che i propri numeri supportino ampiamente la guidance 2026 attesa nella parte alta del range: ebitda tra 23,1 e 23,6 miliardi e utile netto tra 7,1 e 7,3 miliardi.
Una giornata di stacchi a Piazza Affari tra Enel, Mfe e Pirelli
Quella del 20 luglio non è stata una giornata come le altre per Piazza Affari, segnata da una serie di stacchi di cedola. Enel è stata protagonista, ma non l'unica: in calendario figuravano anche Mfe-MediaForEurope e Pirelli, insieme ad altre società quotate sui diversi segmenti di Borsa Italiana. In particolare, Mfe (sia le azioni A che B) ha distribuito un dividendo di 0,22 euro per azione, mentre Pirelli ha corrisposto un dividendo ordinario di 0,24 euro e uno straordinario di 0,10 euro per azione.
Questi appuntamenti si inseriscono in una stagione dei dividendi che, nonostante la pausa estiva, continua a tenere banco, offrendo agli azionisti segnali importanti sulla salute finanziaria delle società.




