Pichetto: "Deposito nazionale per rifiuti radioattivi non è più rinviabile"
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Redazione Interno
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Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, durante l’audizione alle Commissioni riunite Attività produttive e Ambiente della Camera, ha ribadito l’urgenza di procedere con la realizzazione del deposito nazionale per lo smaltimento delle scorie nucleari. "Non possiamo più permetterci ritardi", ha affermato, sottolineando come, nonostante l’assenza di centrali attive sul territorio italiano, il problema dei rifiuti radioattivi – prodotti da attività mediche, industriali e dal passato programma nucleare – rimanga irrisolto.
Attualmente, i materiali a bassa, media e alta attività sono stoccati in decine di siti temporanei, una soluzione che Pichetto ha definito "insostenibile sotto il profilo della sicurezza e della gestione". Le tempistiche, già dilatate, prevedono che l’Autorizzazione Unica possa essere rilasciata nel 2029, con l’entrata in esercizio dell’impianto slittata al 2039. Se i territori non dovessero aderire alla procedura di individuazione delle aree idonee, sarà il governo a intervenire direttamente.
La posizione del ministro ha scatenato reazioni contrastanti. Fratelli d’Italia ha apprezzato la "chiarezza" dimostrata, criticando le opposizioni per quella che considera un’ambivalenza: "In Parlamento spingono per completare l’iter, mentre a livello locale sostengono il contrario". Dall’altra parte, esponenti come Claudio Marotta (Sinistra civica ecologista) hanno parlato di "allarme", temendo che si voglia imporre la scelta senza un reale confronto con i territori, in particolare nella Tuscia, da anni al centro del dibattito.




