Slittino, Voetter e Oberhofer squillano la prima campanella del 2026
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Redazione Sport
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Il nuovo anno, appena varcata la soglia, ha finalmente portato un segnale incoraggiante per lo sport invernale italiano, che vede nel podio conquistato a Sigulda dalla coppia di doppiste altoatesine un punto di svolta dopo un avvio di stagione non esplosivo. Andrea Voetter e Marion Oberhofer, infatti, hanno saputo capitalizzare al meglio le condizioni della gara lettone, dove l'assenza di alcune rivali di peso – come le tedesche Degenhardt e Rosenthal – ha reso il campo leggermente più accessibile, senza tuttavia sminuire il valore della prestazione. Le due atlete, che nell'ultimo periodo non erano andate oltre un dignitoso quarto posto a Park City, hanno saputo tenere sotto controllo la tensione, alternando una prima discesa solida a una seconda manche addirittura superiore, che ha loro consentito di aggrapparsi saldamente al terzo gradino del podio e di non mollarlo più fino alla fine.
Il quadro di una tappa ricca di eventi
Quella di Sigulda, bisogna dirlo, si è rivelata una tappa dal volto duplice per la spedizione azzurra, capace di regalare soddisfazioni ma anche di riservare brutte sorprese, come l'uscita prematura di scena di Dominik Fischnaller nella gara del singolo maschile, un episodio che ha interrotto bruscamente le sue ambizioni in una competizione dove i margini si misurano in centesimi. Proprio nel singolo maschile, d'altronde, si è assistito a un testa a testa serratissimo, con il tedesco Felix Loch che, dopo la prima manche, precedeva di un soffio l'austriaco Nico Gleirscher, mentre più indietro, nella classifica provvisoria, si piazzavano altri favoriti come Max Langenhan e David Gleirscher. Un contesto, insomma, di altissima competitività che ha fatto da sfondo al ritorno in alto delle nostre rappresentanti.
Un traguardo che arriva al momento giusto
Il terzo posto di Voetter e Oberhofer, che arriva a distanza di quasi dodici mesi dall'ultima volta che erano salite su un podio mondiale – a Winterberg, nella stagione precedente – assume un significato particolare guardando al calendario. Manca ormai poco più di un mese all'appuntamento olimpico, e un risultato del genere, benché non sia una vittoria, serve a infondere fiducia al lavoro tecnico e a confermare che la direzione intrapresa è quella giusta. È come se finalmente si fosse sbloccato qualcosa, dopo che nelle settimane precedenti altri atleti in maglia azzurra, da Verena Hofer a Leon Felderer fino alla coppia maschile di doppio Ivan Nagler e Fabian Malleier, avevano già dato dimostrazione di essere in forma, mancando solo il tassello del doppio femminile per completare un quadro di squadra finalmente incoraggiante.
Le altre performances nella tappa lettone
Oltre al podio femminile, l'Italia ha ottenuto altri piazzamenti di rilievo nelle altre specialità in programma a Sigulda, anche se non sempre all'altezza delle più rosee aspettative. Nella gara del doppio maschile, ad esempio, le coppie formate da Ludwig Rieder con Patrick Kainzwaldner e da Ivan Nagler con Fabian Malleier si sono classificate rispettivamente al quinto e al sesto posto, in una prova dominata dalle squadre di casa lettoni che hanno saputo sfruttare la conoscenza del tracciato. Resta il fatto che, nell'insieme, la trasferta baltica ha regalato alla squadra nazionale qualcosa di concreto su cui costruire gli ultimi, decisivi, affinamenti in vista delle sfide che contano, quelle dove i riflettori saranno accesi e la pressione, inevitabilmente, molto più alta.




