In attesa di una tregua in Israele alla vigilia del Ramadan
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
In un contesto di crescente tensione, emerge una luce di speranza per la pace in Medio Oriente. A Parigi, è stata delineata la struttura generale di un accordo di tregua e liberazione degli ostaggi, con la mediazione di Qatar, Egitto e Stati Uniti.
Mediazione internazionale
Dopo che Hamas ha ridimensionato le sue richieste, i mediatori a Parigi sono riusciti a trovare un accordo di massima. Questo accordo, nella sua prima fase, dovrebbe essere implementato entro l'inizio del Ramadan.
Attacchi in Yemen
Nel frattempo, gli eserciti di Stati Uniti e Regno Unito, con il sostegno di Australia, Bahrein, Canada, Danimarca, Paesi Bassi e Nuova Zelanda, hanno condotto attacchi contro obiettivi militari nelle aree controllate dagli Houthi nello Yemen.
Modifiche alle richieste di Hamas
Hamas avrebbe modificato alcune delle sue richieste per accettare l'accordo sul rilascio degli ostaggi in cambio della fine dei combattimenti. Secondo fonti a conoscenza delle posizioni del gruppo, Hamas avrebbe ridotto il numero di detenuti palestinesi di cui chiede la liberazione, non chiederebbe più il ritiro completo delle forze israeliane da Gaza e sarebbe disponibile ad accettare una tregua iniziale di sei settimane invece del cessate il fuoco.
La via per la tregua
La squadra di negoziatori israeliana è tornata dalle trattative di Parigi e porta al governo israeliano lo schema di un possibile cessate il fuoco con Hamas. Il gruppo palestinese ha ceduto su alcune sue richieste che tre settimane fa avevano quasi fatto morire il negoziato. Non chiede più che ci sia un ritiro delle truppe israeliane come condizione preliminare al cessate il fuoco e ha accettato di diminuire di molto il numero di prigionieri che saranno scarcerati in cambio degli ostaggi israeliani.




