Il potere d'acquisto degli italiani cresce, trainato dal calo della pressione fiscale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
I conti delle famiglie italiane, dopo le strette degli anni passati, mostrano segnali di un recupero netto e sostenuto, come evidenziato dall’ultima rilevazione trimestrale diffusa dall’Istat. Il dato più significativo, che emerge dalle statistiche sul terzo trimestre del 2025, è l’aumento congiunturale del potere d’acquisto, ossia del reddito disponibile corretto per l’inflazione, che ha segnato un vigoroso balzo dell’1,8% rispetto al periodo aprile-giugno. Un incremento che, se considerato nel suo insieme con quelli dei trimestri precedenti – un +0,8% nel primo e un +0,9% nel secondo – delinea una traiettoria positiva e consolidata, la cui forza sorprende gli stessi osservatori.
I numeri del benessere ritrovato
A trainare questa crescita, come sottolineato dall’Istituto di statistica, è stato il reddito disponibile lordo, il quale è aumentato del 2% nello stesso arco temporale. Questo miglioramento, che si è tradotto in una maggiore capacità di spesa per le famiglie, va di pari passo con una propensione al risparmio che ha toccato livelli mai visti dal terzo trimestre del 2009, indicando una certa cautela nonostante il clima economico più favorevole. I consumi finali, difatti, sono cresciuti in misura più contenuta, attestandosi a un +0,3%, segno che una parte cospicua delle risorse aggiuntive è stata accantonata.
Il ruolo determinante del fisco
Uno dei fattori chiave che hanno permesso questo recupero, in un contesto internazionale ancora segnato da instabilità, è il sensibile alleggerimento del carico tributario. La pressione fiscale, infatti, si è attestata al 40% nel terzo trimestre del 2025, registrando un calo di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale riduzione, che ha liberato risorse per i bilanci domestici, appare come una componente strutturale della ripresa del potere d’acquisto, consentendo alle famiglie di assorbire meglio gli effetti di un’inflazione che, pur presentando un leggero incremento, rimane al di sotto della media europea.
Un quadro di tenuta nonostante le turbolenze
Il quadro complessivo che ne risulta è quello di un’economia reale che dimostra una solida tenuta, smentendo molte previsioni pessimistiche. Le politiche di sostegno al reddito e di riduzione del prelievo, secondo l’analisi dei dati, hanno contribuito a creare le condizioni per questo rasserenamento. Gli italiani, in sostanza, stanno gradualmente recuperando terreno dopo la pesante erosione del loro potere d’acquisto causata dalla fiammata inflattiva legata alla crisi energetica e al conflitto in Ucraina, tornando a livelli di benessere economico che non si registravano da molti anni.




