Il turismo in Italia corre, trainato dagli stranieri: nel 2025 presenze da record ma gli italiani viaggiano meno
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Redazione Interno
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L’industria turistica italiana chiude il 2025 con numeri che consolidano la posizione del Belpaese nel panorama europeo, pur in un quadro che rivela tendenze divergenti tra la domanda internazionale e quella domestica. I dati diffusi dall’Istat, e che fotografano l’andamento del settore, disegnano una realtà fatta di luci e ombre: da un lato il traino inarrestabile dei visitatori stranieri, che continuano a premiare le mete italiane, dall’altro una flessione, seppur contenuta e altalenante, della propensione agli spostamenti degli italiani entro i confini nazionali.
Nel corso dell’intero anno, le presenze complessive negli esercizi ricettivi hanno superato i 466 milioni, toccando un nuovo picco storico che certifica la vitalità di un comparto fondamentale per l’economia. Un risultato, questo, che permette all’Italia di mantenere saldamente il secondo posto nella classifica europea dei Paesi più visitati, posizione conquistata due anni fa a scapito della Francia e che tiene dietro, ma con un distacco ancora significativo, alla Spagna, attuale primatista del continente. A sostenere questa crescita, come chiariscono le rilevazioni, è principalmente la componente estera, che si conferma la vera locomotiva del settore.
Un trimestre finale in ripresa, con il boom degli extra-alberghieri
Le tendenze emerse nell’ultima parte dell’anno offrono spunti di riflessione aggiuntivi sullo stato di salute del turismo in Italia. Nel quarto trimestre del 2025, l’Istat ha registrato una ripresa dei flussi, con un aumento tendenziale delle presenze del 2,9%, un dato che segue la dinamica positiva già evidenziata nel trimestre precedente. A trainare questa crescita, ancora una volta, è stata la domanda proveniente dall’estero: le presenze dei turisti stranieri sono aumentate del 5,1%, arrivando a rappresentare il 56,5% del totale delle presenze nel periodo. Un segnale, questo, che indica come l’attrattività dell’Italia sui mercati internazionali non accenni a diminuire, nemmeno nei mesi tradizionalmente considerati di bassa stagione.
Analizzando la dinamica mensile, si scopre poi che il comportamento dei viaggiatori italiani è stato piuttosto altalenante: se a ottobre e dicembre si è registrato un incremento delle loro presenze, rispettivamente del 4,4% e del 4,3%, a novembre si è assistito a un vero e proprio crollo, con una flessione del 9,2% che ha di fatto ridimensionato il quadro complessivo. Al contrario, i turisti stranieri hanno fatto segnare un aumento in tutti e tre i mesi del trimestre, con un picco particolarmente significativo a dicembre, quando le loro presenze sono balzate in avanti del 9,2% rispetto allo stesso mese del 2024.
Un altro elemento di spicco dell’ultimo trimestre 2025 riguarda la tipologia di alloggio prescelta. La crescita delle presenze, infatti, ha interessato soprattutto gli esercizi extra-alberghieri, che includono affittacamere, bed & breakfast, case vacanze e agriturismi, i quali hanno registrato un incremento tendenziale del 6,6%. Un aumento ben più sostenuto di quello fatto segnare dagli alberghi, fermi a un +1,2%. All’interno di questi ultimi, peraltro, la flessione della clientela italiana (-1,2%) è stata interamente compensata, e superata, dall’aumento di quella estera (+3,2%), a ulteriore riprova del ruolo centrale assunto dai viaggiatori internazionali nel sostenere l’intero sistema. Negli esercizi extra-alberghieri, invece, la crescita ha interessato entrambe le componenti, con un +3,2% per gli italiani e un +9% per gli stranieri, a testimoniare una preferenza sempre più marcata per formule di soggiorno flessibili e, talvolta, più economiche.
Se si allarga lo sguardo all’intero anno, le stime elaborate da Assoturimo Confesercenti parlano di un vero e proprio record per la componente estera, con presenze straniere che dovrebbero aver raggiunto i 271 milioni, il massimo storico, e una spesa turistica stimata in 57,1 miliardi di euro. Numeri che confermano come l’appeal dell’Italia, forte del suo patrimonio artistico, paesaggistico ed enogastronomico, rimanga immutato sui mercati globali, nonostante le turbolenze geopolitiche che, in altre aree del Mediterraneo e del Medio Oriente, stanno invece creando non poche difficoltà.




