Il commercial real estate italiano corre, trainato dal retail

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato immobiliare commerciale italiano, nonostante le ombre proiettate dal quadro geopolitico globale, sta vivendo una fase di vigorosa espansione, come testimoniano i dati diffusi da CBRE che fotografano un volume d'investimenti, nei primi nove mesi del 2025, pari a 9,1 miliardi di euro. Si tratta di un incremento notevole, che segna un +44% su base annua e che, nel dettaglio del terzo trimestre, ha visto concludere operazioni per 2,37 miliardi. Tale dinamicità, la cui persistenza è sorretta dalla solidità dei fondamentali economici e da una cospicua disponibilità di capitali, trova il suo principale motore nel settore retail, il quale si conferma il traino indiscusso di questa ondata di transazioni. Un andamento che, peraltro, si inserisce in un contesto più ampio di fiducia nel comparto immobiliare nazionale, spesso considerato tra i più vivaci dell’Europa meridionale.

Il quadro residenziale nelle grandi città

Parallelamente, anche il segmento residenziale mostra segnali di vitalità, concentrandosi in particolare nei principali centri urbani. Le analisi del Gruppo Tecnocasa, come spiegato da Fabiana Megliola, responsabile dell’Ufficio Studi, evidenziano un “mercato immobiliare che continua a lanciare segnali positivi”. A Bari, per esempio, si registrano gli incrementi più significativi, mentre Palmania, nel primo semestre dell’anno, ha visto un aumento dei prezzi delle case dell’1,2%. Due fattori, tra gli altri, hanno spinto molti verso l’acquisto dell’abitazione: da un lato, la crescita progressiva dei canoni di locazione, che ha reso meno conveniente l’affitto, e dall’altro, i recenti ribassi dei tassi di interesse, i quali hanno agevolato l’accesso al credito, rendendo più sostenibile un investimento di lungo periodo.

Le performance degli investimenti complessivi

Un’altra prospettiva sul mercato, offerta dal Team Research di Dils, quantifica in 2,6 miliardi di euro gli investimenti realizzati nel solo terzo trimestre del 2025, sebbene questo dato indichi una lieve flessione se paragonato allo stesso periodo del 2024. Tuttavia, guardando al quadro d’insieme dei primi nove mesi, il volume complessivo ha toccato circa 8 miliardi di euro, con un aumento del 21% rispetto all’anno precedente. Ciò delinea un panorama robusto e attraente per gli investitori, i quali continuano a destinare risorse cospicue al settore, confermandone la centralità nell’economia del paese.

Il contesto che sostiene il mercato

La congiuntura attuale, per quanto caratterizzata da elementi di incertezza, non sembra dunque intaccare la propensione all’investimento nel real estate italiano. La combinazione di capitali in cerca di rendimento, la resilienza dimostrata da alcuni asset specifici – primo fra tutti quello retail – e le condizioni finanziarie che, almeno per il momento, rimangono favorevoli, costituiscono un mix potente. È in questo humus che affondano le radici i numeri positivi degli ultimi mesi, i quali, se da una parte raccontano di operazioni miliardarie nel commerciale, dall’altra riflettono un rinnovato interesse dei privati per il mattone, visto non solo come bene rifugio ma anche come risposta a un’esigenza abitativa concreta.

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