Il Milan frena su Paratici: la squalifica fino a luglio blocca l’accordo
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Redazione Sport
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Fabio Paratici non sarà il nuovo direttore sportivo del Milan, almeno per ora. La trattativa, che sembrava avviarsi verso una conclusione positiva, si è interrotta bruscamente a causa della squalifica che ancora pesa sull’ex manager di Juventus e Tottenham, inibito fino al prossimo 20 luglio. Una scadenza che, cadendo nel pieno del calciomercato estivo, avrebbe limitato fortemente la sua operatività, spingendo i rossoneri a prendere le distanze.
La decisione, maturata nelle ultime ore, riflette la cautela del club meneghino, intenzionato a evitare rischi di natura regolamentare. Paratici, infatti, è coinvolto nell’inchiesta Prisma che ha travolto la Juventus, e il suo deferimento da parte della FIGC rappresenta un ostacolo non trascurabile. Sebbene il suo profilo – quello di un esperto dirigente capace di muoversi con disinvoltura sul mercato – avesse convinto più di un vertice societario, il timing della squalifica ha reso l’operazione poco praticabile.
La carriera di Paratici, del resto, è stata segnata da adattamenti e cambi di ruolo. Negli anni ’90, da centrocampista modesto ma versatile – «somigliavo a Pessotto, mi inserivo dove serviva» – ha costruito la sua reputazione in squadre di serie minori, dal Pavia al Marsala, prima di reinventarsi come dirigente. Una capacità di lettura del gioco che, in panchina come negli uffici, gli ha permesso di anticipare le mosse degli avversari.




