Milan e Paratici, trattativa bruscamente interrotta: il nodo è la squalifica
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Redazione Sport
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La trattativa tra il Milan e Fabio Paratici per la guida dell’area tecnica ha subito una brusca frenata, lasciando spazio a dubbi e ripensamenti. Quello che sembrava un accordo ormai imminente, dopo i colloqui a Londra tra l’ex dirigente juventino, l’amministratore delegato Giorgio Furlani e il proprietario Gerry Cardinale, si è improvvisamente incrinato. Al centro della rottura, i tre mesi di squalifica ancora da scontare per Paratici, legati alle vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto, e le limitazioni operative che ne deriverebbero.
Se nei giorni scorsi l’intesa era data quasi per certa, con la dirigenza rossonera pronta a superare le reticenze iniziali, ora il clima è radicalmente cambiato. La questione della penalizzazione, nota fin dal primo momento ma considerata gestibile, si è rivelata un ostacolo insormontabile, almeno per ora. Il Milan, che pure aveva valutato la possibilità di affidarsi a un professionista di esperienza come Paratici, ha preferito fare marcia indietro, temendo ripercussioni sull’immagine e sul mercato.
Nel frattempo, riemerge con forza il nome di Igli Tare, già direttore sportivo della Lazio e da tempo nel mirino del club. La sua candidatura, tuttavia, appare più come un ripiego che come una scelta convinta, segnando un’ulteriore incertezza nella pianificazione del futuro rossonero. Qualcuno, come il giornalista Andrea Marinozzi, ha provato a lanciare l’ipotesi di un ritorno di Paolo Maldini, ma l’idea – per quanto suggestiva – sembra destinata a rimanere tale, data l’irreparabilità della rottura con la proprietà.




