Omicidio nel Campobassano, la rissa in cantina e il braccialetto elettronico rimosso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte di martedì 5 maggio ha portato con sé, nella frazione Civita di Bojano, un episodio di violenza talmente grave da richiedere l’intervento immediato dei carabinieri del comando provinciale di Campobasso. Nicola De Gregorio, 51 anni, agricoltore e operaio saltuario, è stato trovato senza vita all’interno di una cantina in largo San Giovanni, dove – secondo quanto emerso dalle prime sommarie informazioni – sarebbe stato raggiunto da una serie di colpi sferrati con tale furia da non lasciargli scampo. La vittima, che risiedeva nella stessa area montana del Molise, è morta al culmine di un’aggressione brutale, e su questo punto gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Ilaria Toncini, stanno cercando di ricostruire ogni passaggio.

Il fermo del 35enne e i precedenti penali

Per questo omicidio i carabinieri hanno fermato Luigi Monaco, 35 anni, anch’egli di Bojano e già noto alle forze dell’ordine per una lunga scia di reati contro la persona. L’uomo, descritto dalle fonti inquirenti come soggetto dal temperamento irruento, è stato rintracciato poche ore dopo il ritrovamento del, e da quel momento si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria. Un dettaglio che pesa in modo significativo sul profilo dell’indagato riguarda la misura del braccialetto elettronico: gli era stata revocata circa una settimana prima del delitto, una circostanza sulla quale il tribunale di sorveglianza – si apprende da ambienti giudiziari – dovrà fornire chiarimenti, soprattutto alla luce della recidiva violenta dell’arrestato. Monaco, stando ad alcune indiscrezioni raccolte tra i residenti, aveva già avuto diversi screzi con la vittima; screzi che potrebbero affondare le loro radici in fatti precedenti, come una rissa tra commercianti nata durante la festa patronale dell’agosto scorso, quella contesa per lo spazio pubblico che aveva già acceso gli animi.

Le indagini sulla moviola della rissa mortale

Secondo la ricostruzione fornita dall’Agenzia ANSA e confermata parzialmente dai carabinieri, l’aggressione sarebbe scoppiata intorno alle 21, pur con qualche discordanza sull’orario precisa (altre fonti parlano della mezzanotte), al termine di una discussione accesa. A far precipitare gli eventi sarebbe stata una vecchia ruggine, un rancore accumulato nel tempo di cui ancora non si conoscono i contorni esatti; il movente, insomma, resta al vaglio del pm Toncini, che sta ascoltando chiunque possa aver visto o sentito qualcosa in quella serata. L’arma del delitto, stando a quanto riferito dagli investigatori, non sarebbe stata solo costituita da calci e pugni, ma anche da un oggetto contundente – rinvenuto nei pressi della cantina – con il quale l’aggressore avrebbe infierito sulla vittima. De Gregorio lavorava saltuariamente come operaio, ed era conosciuto nel piccolo centro come un uomo riservato; nulla, nell’ambiente di Civita, lasciava presagire una fine tanto drammatica.

Autopsia e sviluppi giudiziari nel Molise

La procura di Campobasso ha già disposto l’autopsia sul del 51enne, un esame che servirà a chiarire non solo le cause precise del decesso, ma anche la sequenza dei colpi e l’eventuale concorso di più persone nell’aggressione. Per il momento i carabinieri escludono la presenza di altri complici, anche se non smettono di verificare i tabulati telefonici e i messaggi scambiati nelle ore precedenti dal 35enne e dalla vittima. La comunità di Bojano, frazioni comprese, segue con attenzione le fasi dell’inchiesta, mentre l’arrestato si trova in attesa dell’interrogatorio di garanzia; in quell’occasione, il suo difensore potrà chiedere attenuanti o fornire una diversa versione dei fatti. Quel che appare ormai acquisito agli atti – e che gli inquirenti non hanno mai smentito – è la presenza di una lite furibonda in quella cantina, l’uso smodato della forza e la fuga del 35enne, fermato poco dopo in un’abitazione vicina. I maltrattamenti in famiglia, un precedente non marginale nella biografia giudiziaria dell’indagato, riemergono ora come possibile spia di una personalità incline alla sopraffazione; ne sapremo di più quando saranno depositati gli atti e i referti medici.

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