Bayer vola in borsa, l'amministrazione Trump chiede alla Corte Suprema di esaminare il caso glifosato
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Redazione Economia
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Le azioni del colosso farmaceutico tedesco Bayer hanno chiuso la seduta di martedì con un balzo straordinario, superando il 10% e attestandosi ai massimi dell'anno, dopo che il governo degli Stati Uniti ha deciso di schierarsi a suo fianco nella complessa vicenda giudiziaria legata all'erbicida a base di glifosato. La mossa, che gli investitori hanno immediatamente interpretato come un potenziale punto di svolta dopo anni di contenziosi miliardari, è arrivata direttamente dall'ufficio del Procuratore Generale, il quale ha formalmente raccomandato alla Corte Suprema di accogliere la richiesta di riesame presentata dalla multinazionale. Questo passaggio, tecnicamente definito "petition for certiorari", potrebbe finalmente portare a una pronuncia chiara e definitiva su una questione che ha visto le Corti d'appello federali esprimere pareri contrastanti, creando un'incertezza normativa che ha pesantemente condizionato le sorti del gruppo.
Il nodo giuridico e l'intervento dell'amministrazione
Il cuore della disputa, che ha originato centinaia di migliaia di cause da parte di privati cittadini che attribuiscono al prodotto l'insorgenza di patologie gravi, ruota attorno a un principio di prelazione federale: Bayer sostiene infatti che le accuse relative all'eventuale mancata segnalazione di rischi sull'etichetta del Roundup siano infondate, poiché il prodotto era già stato approvato, dopo severi test, dall'agenzia federale per la protezione ambientale. L'amministrazione del presidente Donald Trump, attraverso la sua massima autorità legale, ha ora esortato i giudici supremi a valutare questa tesi, sottolineando la necessità di porre fine a quella che è stata descritta come un'ondata incoerente di sentenze che minano l'autorità degli enti regolatori federali. Un intervento, questo, che ha il peso di un parere istituzionale pur non vincolante, ma che di fatto segnala l'interesse dell'esecutivo a una risoluzione centralizzata della faccenda.
Le ripercussioni finanziarie e il contesto di mercato
L'impennata del Titolo ha contribuito in maniera significativa alla tenuta dell'indice DAX, che ha aperto la sessione in territorio positivo seppur in un clima di generale attesa da parte degli operatori, concentrati anche sui dati macroeconomici. Proprio in mattinata, infatti, sono stati diffusi i preliminari sull'inflazione dell'Eurozona per il mese di novembre, che hanno confermato un leggero incremento, consolidando tra gli analisti l'idea che la Banca Centrale Europea possa mantenere una posizione attendista nella prossima riunione di politica monetaria. In questo quadro, il balzo di Bayer, arrivato a toccare un +12% durante le contrattazioni, ha rappresentato il movente principale per gli acquisti sul listino tedesco, trainando con sé anche il comparto bancario e contribuendo al rialzo più generale dell'Euro Stoxx 600.
La lunga battaglia e le prospettive immediate
La battaglia legale sul glifosato, ereditata da Bayer con l'acquisizione di Monsanto, ha finora comportato costi esorbitanti per risarcimenti e transazioni stragiudiziali, erodendo il valore di mercato della società e costringendo la direzione a continui aggiustamenti della strategia. L'invito del Procuratore Generale alla Corte Suprema non garantisce, ovviamente, che i nove giudici accetteranno di occuparsi della causa, ma rappresenta comunque un potente segnale di discontinuità e una speranza concreta per gli azionisti, molti dei quali avevano ormai perso fiducia nella possibilità di una soluzione rapida. La vicenda, che ha avuto anche tragici risvolti di cronaca nera con storie personali finite sotto i riflettori dei tribunali, rimane dunque in una fase di stallo giudiziario, in attesa che l'alta corte decida se intervenire per dirimere una volta per tutte la questione della prelazione federale.




