Zuppi a Mosca, la missione si allarga a civili e bambini

Zuppi a Mosca, la missione si allarga a civili e bambini
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Matteo Zuppi ha concluso la sua terza missione a Mosca portando al centro dei colloqui umanitari della Santa Sede tre dossier: lo scambio dei prigionieri di guerra, il ricongiungimento dei bambini con le famiglie e la condizione dei civili coinvolti nel conflitto tra Russia e Ucraina. Il presidente della Cei, inviato speciale del Papa, ha incontrato anche militari ucraini detenuti in Russia, parlando personalmente con alcuni di loro e verificandone le condizioni. La visita prosegue il canale avviato dal Vaticano nel 2023 e conferma l'estensione del lavoro diplomatico a questioni che vanno oltre i militari catturati sui due fronti.

L'incontro con i prigionieri ucraini detenuti in Russia

La visita ai detenuti rappresenta uno degli sviluppi concreti del viaggio. A luglio il cardinale era stato in Ucraina e aveva incontrato prigionieri russi in un centro di detenzione nella regione di Leopoli; in quella occasione i familiari degli ucraini trattenuti in territorio russo avevano chiesto che potesse compiere un'iniziativa analoga dall'altra parte del fronte. Entrando ora in un luogo di detenzione in Russia, l'inviato pontificio ha potuto parlare direttamente con alcuni dei militari catturati. L'obiettivo dichiarato è favorire ulteriormente gli scambi e accompagnare il lavoro umanitario che negli ultimi anni ha consentito alla Santa Sede di mantenere contatti con entrambe le parti.

Il dossier non nasce con questo viaggio. Nella precedente missione russa, compiuta nell'ottobre 2024, i colloqui avevano già riguardato lo scambio dei detenuti e dei feriti, la restituzione dei resti dei caduti e il ricongiungimento dei minori con le rispettive famiglie. In quell'occasione l'inviato pontificio aveva incontrato il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, il consigliere presidenziale per la politica estera Yuri Ushakov, la responsabile per i diritti dei bambini Maria Lvova-Belova e l'allora commissaria per i diritti umani Tatiana Moskalkova. La nuova trasferta si inserisce dunque in un'attività diplomatica continuativa, concentrata su obiettivi umanitari specifici.

Dai bambini ai civili, i nuovi dossier umanitari

Un secondo fronte riguarda i minori trasferiti lontano dai luoghi di origine. Kiev ha consegnato alla Santa Sede elenchi di bambini per i quali viene chiesto il ricongiungimento familiare, mentre il Vaticano svolge un'attività di trasmissione delle richieste e verifica delle singole situazioni. Durante i colloqui nella capitale russa è stata ribadita la necessità di rafforzare e accelerare queste procedure. La missione affidata originariamente da Francesco è stata confermata da Leone XIV, mantenendo la sua natura specificamente umanitaria e il contatto con le autorità dei due Paesi.

Più recente è invece il tentativo di affrontare la questione dei prigionieri civili. Alla vigilia del viaggio, l'ambasciatore russo presso la Santa Sede Ivan Soltanovsky aveva definito questo dossier un tema nuovo, sottolineando la necessità di stabilire con precisione quali persone possano rientrare nella categoria e come possano essere organizzati eventuali scambi. Il problema è diverso da quello dei militari catturati durante le operazioni belliche e richiede quindi un lavoro preliminare sugli elenchi presentati dalle parti. Proprio l'allargamento ai civili segna uno dei passaggi più significativi dell'attuale fase della mediazione vaticana.

Il colloquio con Ushakov e il dossier di Oleshky

Sul piano istituzionale, uno degli appuntamenti principali è stato l'incontro con Yuri Ushakov, consigliere di Vladimir Putin per la politica estera, al quale hanno partecipato anche due viceministri russi. I colloqui hanno affrontato diversi problemi legati al conflitto, mentre il ministero degli Esteri di Mosca ha definito costruttivo e regolare il dialogo con il Vaticano sul versante umanitario. L'attività diplomatica della Santa Sede procede separatamente da un negoziato politico generale sulla guerra: il mandato dell'inviato riguarda soprattutto persone detenute, minori separati dai familiari, dispersi e popolazione colpita direttamente dalle operazioni militari.

Tra le questioni esaminate figura anche Oleshky, città della regione ucraina di Kherson occupata dalle forze russe e interessata da una grave situazione umanitaria. Mosca e Kiev si accusano reciprocamente di ostacolare i rifornimenti di cibo e medicinali e l'evacuazione delle persone rimaste nell'area. Nei colloqui sono state discusse possibili soluzioni per ridurre le conseguenze sulla popolazione e consentire il trasferimento dei civili in condizioni di maggiore sicurezza, con una particolare attenzione ai bambini presenti nella zona.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.