Angela Celentano, il gip ordina nuove indagini sulla pista turca: test del Dna per la ragazza ripresa nel 2009
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Redazione Interno
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A quasi trent’anni dalla scomparsa di Angela Celentano, il caso torna a far parlare di sé. Il gip del tribunale di Napoli, Federica Colucci, ha disposto ulteriori accertamenti sulla cosiddetta "pista turca", prorogando le indagini di sei mesi e ordinando un esame del Dna per verificare se una giovane donna ripresa nel 2009 sull’isola di Buyukada, in Turchia, possa essere la bambina svanita nel nulla sul Monte Faito nell’agosto del 1996.
La segnalazione, che già allora aveva spinto gli investigatori a recarsi in Turchia, era stata archiviata nel 2011, ma la riapertura del fascicolo nel 2022 ha riacceso le speranze di far luce su uno dei cold case più intricati della cronaca italiana. Se la piccola Angela fosse ancora viva, oggi avrebbe 32 anni. Le immagini della ragazza turca, che presenta una somiglianza con le ricostruzioni facciali realizzate negli anni, sono al centro delle nuove indagini.
L’ordinanza del gip, notificata agli avvocati Luigi Ferrandino ed Enrica Visconti – difensori rispettivamente dei genitori Catello Celentano e Maria Staiano e delle sorelle Naomi e Rosa – accoglie l’opposizione all’archiviazione presentata dalla famiglia. Un atto che dimostra come, nonostante il tempo trascorso, le istituzioni non abbiano abbandonato la ricerca della verità.
Quella di Angela Celentano è una vicenda che, insieme a quella di Denise Pipitone, rappresenta un capitolo doloroso e irrisolto delle sparizioni di minori in Italia. La bambina, che all’epoca aveva solo tre anni, scomparve durante una gita in montagna, lasciando dietro di sé un mistero che ancora oggi divide tra ipotesi di rapimento e tragici incidenti.




