Stellantis chiude il primo semestre in rosso, ma il mercato reagisce con ottimismo
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Redazione Economia
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Nonostante un avvio del 2025 segnato da numeri negativi, con un fatturato in calo del 14% e perdite nette per 2,3 miliardi di euro, Stellantis ha lasciato intravedere timidi segnali di ripresa, tanto da chiudere in rialzo a Piazza Affari dopo una giornata di altalenanti performance. Le difficoltà del gruppo, che ha dovuto fare i conti con l’incertezza generata dai dazi statunitensi e con un mercato automobilistico globale in affanno, non hanno impedito agli investitori di scommettere su un possibile recupero nel secondo semestre.
Doug Ostermann, direttore finanziario della casa automobilistica, ha ammesso che i risultati sono "molto sotto il nostro potenziale", attribuendo parte delle difficoltà ai "venti contrari" che hanno investito l’intero settore. Tra questi, spicca la decisione di abbandonare lo sviluppo delle auto a idrogeno, giudicato economicamente insostenibile, una mossa che ha suscitato polemiche ma che rientra in una strategia di razionalizzazione dei costi. Le consegne globali, intanto, hanno registrato un -6% su base annua, attestandosi a 1,4 milioni di veicoli nel secondo trimestre.
Sui mercati finanziari, l’annuncio del segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick sull’entrata in vigore dei nuovi dazi dal 1° agosto ha inizialmente pesato, contribuendo al calo dello 0,66% della borsa di Milano nella prima parte della giornata. Tuttavia, le rassicurazioni sull’ipotesi di un accordo hanno stemperato le tensioni, permettendo a Stellantis di invertire la rotta e chiudere con un +1,54%, trainando l’indice Ftse Mib che ha limitato le perdite allo 0,36%. A Parigi e Francoforte, invece, le borse hanno mantenuto un tono più debole, segno di un’incertezza che continua a permeare il settore.




