Il tornado a Pomas, nel sud della Francia: un drone sulla devastazione, centinaia di case danneggiate e 39 feriti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il villaggio di Pomas, nell’Aude, nel sud-ovest della Francia, si sta lentamente risvegliando dopo il passaggio di un violento tornado che ha sconvolto la vita dei suoi circa mille abitanti. Le immagini riprese da un drone, che sorvolano l’abitato, offrono uno spettacolo desolante: tetti scoperchiati, auto capovolte come fossero giocattoli, detriti sparsi ovunque, e un silenzio surreale che ha preso il posto del rombo del vento.

L'evento meteorologico, che ha colpito nella giornata di ieri, si è abbattuto con una furia inaudita su questa comunità della regione dell’Aude, a pochi chilometri da Carcassonne, lasciando un segno profondo e ben visibile dall'alto.

Il bilancio dei danni e l'emergenza abitazioni

Secondo le prime ricostruzioni fornite dai funzionari locali, la tromba d'aria ha interessato direttamente circa trecento abitazioni su un totale di cinquecento presenti nel comune. Di queste, almeno un centinaio potrebbero risultare gravemente compromesse nella loro struttura portante, tanto da non essere più considerate sicure e agibili per i residenti. Il vento, che ha soffiato a una velocità stimata di circa 100 chilometri orari, non ha risparmiato nulla al suo passaggio, strappando tegole e infissi e sradicando alberi secolari.

L'intero centro abitato è stato evacuato in via precauzionale per permettere ai vigili del fuoco e ai tecnici della protezione civile di effettuare le dovute verifiche sulla staticità degli edifici, mentre si contano i danni e si tenta di ripristinare le minime condizioni di sicurezza per la popolazione.

Il racconto delle immagini e il video dal drone

Le riprese effettuate dal drone, diffuse nelle prime ore di questa mattina, mostrano la scala reale della devastazione che altrimenti sarebbe stata difficile da immaginare. Le strade del piccolo centro, che solitamente ospitano una vita tranquilla e operosa, appaiono ora come un percorso a ostacoli tra lamiere contorte, calcinacci e mobili trascinati via dalla forza del vento.

Alcuni filmati, girati dall'interno delle abitazioni, hanno immortalato il momento esatto in cui la tromba d'aria si è abbattuta, mostrando la disperazione di un uomo che tenta disperatamente di tenere chiuse le imposte mentre la pressione dell'aria minaccia di far cedere porte e finestre. Le immagini, crude e senza filtri, testimoniano la potenza di un fenomeno atmosferico che, per fortuna, non ha provocato vittime accertate.

La situazione sanitaria e le interruzioni di corrente

Il bilancio dei feriti, al momento, si attesta a trentanove persone, di cui due sono state ricoverate in gravi condizioni. Fortunatamente, nessuna delle persone coinvolte sarebbe in pericolo di vita, ma i medici hanno comunque disposto una serie di accertamenti per escludere traumi interni causati dai detriti volanti. Oltre ai danni materiali e alle conseguenze fisiche per i cittadini, la tempesta ha paralizzato le infrastrutture essenziali: questa mattina risultano essere ancora circa 1.400 le utenze domestiche senza alimentazione elettrica, gettando il paese in una situazione di emergenza energetica che complica ulteriormente le operazioni di soccorso e di messa in sicurezza. Le squadre di Enedis, il gestore della rete elettrica francese, sono già al lavoro per riparare i guasti, ma i tecnici parlano di tempi tecnici piuttosto lunghi a causa dell’entità dei danni ai pali della luce e alla linea aerea.

Le autorità locali hanno allestito un centro di accoglienza d'emergenza per le famiglie sfollate, mentre si cercano soluzioni abitative temporanee per coloro che non possono far rientro nelle proprie case. La priorità, in queste ore concitate, rimane la messa in sicurezza del territorio e il censimento preciso dei danni per poter accedere ai fondi di solidarietà statali e regionali, in un'operazione che si prospetta lunga e complessa.

La comunità di Pomas, già provata dal lutto per la devastazione subita, si stringe attorno ai cittadini colpiti, mentre gli operatori della protezione civile continuano imperterriti il loro lavoro tra le macerie.

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