Borse europee ancora in rosso, corsa di petrolio e gas. A Milano bene Lottomatica dopo i conti
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Redazione Economia
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Le tensioni in Medio Oriente, con l’ampliarsi del conflitto che vede Stati Uniti e Israele contrapposti all’Iran, continuano a dettare l’agenda dei mercati finanziari, e la nuova seduta che si è aperta oggi, 3 marzo, non fa eccezione. I listini del Vecchio continente viaggiano in territorio negativo, trascinati al ribasso dall’onda d’urto che arriva dall’Asia, dove il Nikkei, come riportano gli analisti, ha archiviato le contrattazioni con un tonfo superiore al tre per cento, un segnale inequivocabile del nervosismo che attanaglia gli investitori. Lo spettro di un’escalation militare, e le sue potenziali conseguenze sull’approvvigionamento energetico, gettano un’ombra pesante sulle prospettive economiche, nonostante Wall Street, nella seduta precedente, avesse mostrato segni di tenuta chiudendo sostanzialmente sulla parità. A pesare sui listini, in particolare, è il mix letale formato dall’incertezza sulla durata delle ostilità – il presidente americano Donald Trump ha accennato a possibili attacchi della durata di alcune settimane, senza però escludere prolungamenti – e la reazione a catena sui prezzi delle materie prime.
Petrolio e gas alle stelle, l’ombra di Hormuz sull’economia globale
Il vero terremoto, in queste ore, si registra sui mercati dell’energia, con i prezzi del petrolio e del gas che subiscono impennate verticali. Le quotazioni del greggio, dopo un iniziale tentennamento, hanno ripreso la loro corsa al rialzo, spinte dalla paura concreta che il conflitto possa estendersi fino a coinvolgere lo Stretto di Hormuz, quel braccio di mare tra Oman e Iran che rappresenta una vera e propria valvola per l’intero sistema energetico planetario. Da lì, come evidenziano i dati, transita quotidianamente circa un quinto del petrolio consumato nel mondo, una media di 20 milioni di barili al giorno, e una quota analoga di gas naturale liquefatto, proveniente in gran parte dal Qatar. La minaccia, implicita ma percepita come sempre più tangibile, di una chiusura o anche solo di una limitazione del traffico in quella sottile via d’acqua, ha un effetto immediato sulle aspettative: il prezzo del gas, dopo un’iniziale fiammata che in alcuni momenti ha superato il quaranta per cento, si stabilizza su livelli che non si vedevano da mesi, alimentando il timore di un ritorno a bollette luce e gas pesanti per famiglie e imprese.
Piazza Affari e dintorni, vendite sui settori esposti
In questo clima di avversione al rischio, Piazza Affari non fa eccezione e si muove in linea con il resto d’Europa, registrando cali significativi che in mattinata hanno toccato quasi due punti percentuali. La cronaca di queste ore racconta di una seduta in cui bruciano capitali, con gli investori che fuggono dai comparti più esposti a un rallentamento economico o a un’impennata dei costi energetici. I titoli del turismo e delle compagnie aeree, tradizionalmente i primi a soffrire in questi scenari, sono quelli che accusano i colpi più duri, alla luce del blocco di numerosi voli verso il Medio Oriente e del prevedibile rincaro del carburante. Un discorso a parte, ma sempre legato alla contingenza bellica, merita il comparto della difesa, che anzi beneficia delle attese di un aumento della spesa militare da parte dei vari governi. In controtendenza, seppur per ragioni squisitamente legate ai fondamentali e non al contesto geopolitico, si muove invece Lottomatica.
Lottomatica, conti in rosicco e dividendo in aumento
Una nota di colore diverso, in un panorama altrimenti dipinto di rosso sangue, arriva dalla sede milanese del gruppo del gioco. Lottomatica ha infatti diffuso i dati relativi all'esercizio appena concluso, e i numeri parlano di una raccolta in forte crescita, attestatasi a 44,7 miliardi di euro, con un incremento del 14% trainato principalmente dal segmento online, che da solo ha visto una progressione del 22%. I ricavi consolidati sono saliti a 2,26 miliardi, in aumento del 12% rispetto all'anno precedente, e l'utile d'esercizio ha fatto segnare un deciso balzo in avanti, quasi raddoppiando rispetto al 2024. Un andamento, questo, che ha convinto il consiglio di amministrazione a proporre all'assemblea dei soci un dividendo pari a 0,44 euro per azione, in decisa salita rispetto ai 0,30 euro dell'anno scorso, con stacco cedola previsto per il 18 maggio. La società, forte di questi risultati, guarda al futuro con una guidance che prevede ricavi in ulteriore aumento per il 2026, tra 2,39 e 2,46 miliardi, e ha annunciato l'avvio di un nuovo piano di buyback della durata di 18 mesi, segnale di fiducia nella propria solidità e nelle proprie prospettive di crescita, anche in un contesto macroeconomico che si fa di ora in ora più complesso.




