Borse europee in rosso, l'energia corre e a Piazza Affari brilla Lottomatica

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La ripresa delle contrattazioni sui listini del Vecchio continente si è aperta all'insegna del pessimismo, con gli indici che arrancano trascinati verso il basso dall'onda lunga delle vendite che hanno caratterizzato la chiusura asiatica. I mercati, infatti, scontano ancora il pesante clima di tensione geopolitica seguito all'ampliarsi del conflitto tra Israele e Stati Uniti, da una parte, e l'Iran dall'altra, una situazione che sta letteralmente facendo impennare le quotazioni delle materie prime energetiche. Se Wall Street aveva tentato un timido recupero nella seduta precedente, attestandosi sulla parità, lo stesso non si può dire per piazza Tokyo, dove il Nikkei ha terminato gli scambi con un crollo superiore ai tre punti percentuali, un tonfo che ha fatto da apripista al sentiment negativo europeo.

È proprio l'energia il vero termometro della paura in questa fase. Il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz, una delle vie d'acqua più cruciali per il trasporto del greggio a livello globale, ha scatenato una corsa al rialzo dei prezzi del petrolio e del gas. Le quotazioni del Brent, dopo aver toccato picchi preoccupanti nelle ore precedenti, si mantengono su livelli che non si vedevano da tempo, alimentando il timore di un ritorno dell'inflazione e, di conseguenza, di un possibile irrigidimento della politica monetaria da parte delle banche centrali. Gli investitori, alle prese con questo scenario di crescente incertezza, stanno riducendo l'esposizione sui titoli considerati più rischiosi, determinando un clima di avversione che pervade l'intero comparto azionario.

L'eccezione Lottomatica in una piazza milanese in affanno

In questo contesto di generale debolezza, Piazza Affari non fa eccezione e si muove in territorio negativo, sebbene al suo interno si registri qualche isolato segnale di controtendenza capace di attirare l'attenzione degli operatori. Il Titolo Lottomatica, in particolare, si è distinto balzando all'attenzione del mercato grazie alla pubblicazione dei conti annuali, i quali hanno evidenziato una performance decisamente superiore alle attese. La società ha chiuso il 2025 con un utile in forte espansione e ricavi in crescita a doppia cifra, trainati principalmente dal comparto online che continua a guadagnare quote di mercato, un risultato che ha premiato il titolo in una seduta altrimenti povera di soddisfazioni.

L'istituto di gioco, come emerge dalla documentazione diffusa nella notte, ha visto l'utile netto salire in maniera sostanziale, mentre l'Ebitda adjusted si è attestato su valori ampiamente in linea con le stime dei consulenti finanziari. Il management, forte di questi numeri, non solo ha proposto un dividendo in rialzo rispetto all'esercizio precedente, ma ha anche annunciato un nuovo programma di buyback, segnalando agli azionisti una solida fiducia nella capacità dell'azienda di generare cassa e di remunerare il capitale. Un'annuncio, quest'ultimo, che ha contribuito a isolare il titolo dall'andamento negativo del listino, dimostrando come in fase di turbolenza gli investitori premiano i fondamentali solidi.

L'onda d'urto asiatica e lo spettro di un conflitto prolungato

A gettare benzina sul fuoco delle preoccupazioni dei trader è stato il quadro proveniente dall'Asia, dove le perdite non si sono limitate al solo Giappone. La piazza di Seul è letteralmente crollata, con un ribasso superiore ai sette punti percentuali, mentre Shenzhen e Hong Kong hanno registrato flessioni significative, sebbene meno drammatiche. L'unica nota di relativa calma è arrivata da Mumbai, rimasta chiusa per una festività locale, un'assenza che però non ha certo alleggerito il macigno delle vendite abbattutesi sull'area. La sensazione diffusa è che l'economia globale, già alle prese con diversi fronti di fragilità, possa subire un duro colpo da un allungamento della crisi in Medio Oriente, con ripercussioni dirette sulle catene di approvvigionamento e sui costi dell'energia.

L'attenzione degli analisti, adesso, è catalizzata dai livelli tecnici raggiunti dai principali indici. Il fatto che il Nikkei e il Dax abbiano ceduto i minimi delle settimane precedenti viene interpretato da molti come un segnale tecnico di non poco conto, una potenziale inversione di tendenza che potrebbe preludere a un ribasso più strutturato e duraturo. Il tutto mentre il Vix, l'indice che misura la volatilità e che viene comunemente definito l'indice della paura, minaccia di attestarsi su valori strutturalmente alti, sintomo di un mercato che non vede all'orizzonte una rapida soluzione delle attuali tensioni. La chiusura settimanale, quella di venerdì, si profila quindi come un appuntamento cruciale per capire la direzione futura dei mercati.

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